Faro: “La mia musica per il sociale”

da | Nov 28, 2020 | Cultura&Spettacolo

Nei testi del cantautore partenopeo la solidarietà, il racconto della diversità e la lotta contro le disuguaglianze

Cantautore, docente, conduttore, opinionista, Cristian Faro, napoletano, classe 1987, è uno dei più promettenti e completi artisti della scena nazionale. Alla musica ha dedicato la sua vita, sin da piccolissimo, sin da quando il padre, all’età di quattro anni, gli regalò una tastiera. “All’inizio suonavo solo – racconta – poi ho iniziato a cantare ma è successo per caso. Avevo circa 6 anni, mi trovavo ad una manifestazione in cui suonavo e durante le prove canticchiavo e diverse persone mi dissi avvicinarono e mi dissero «Perché non canti?». È cominciata così, nel tempo poi ho approfondito lo studio della musica fino a quando non mi sono poi laureato a Napoli, al Conservatorio a San Pietro a Majella in direzione d’orchestra, un paio di anni fa. Ma sin da quando ero piccolo mi è sempre piaciuto stare tra la gente, suonare tra la gente, ho sempre avuto un carattere socievole e ho cercato di farmi invitare alle manifestazioni anche abbastanza importanti, e posso dire che in questo sono stato fortunato”.

In che senso?
“A 19 anni ho avuto la possibilità di andare a Domenica In da Pippo Baudo, e da lì sono state tante le ospitate in Rai, spesso al Tgr Campania che mi ha sempre supportato soprattutto per le iniziative nel sociale”.

A proposito di sociale, i testi delle sue canzoni affrontano tematiche attuali e spesso difficili. Come mai questa scelta?
“Fino all’età di ventidue anni scrivevo principalmente canzoni d’amore, poi ho iniziato a capire che raccontare solo dell’amore tra due persone non mi bastava più nel senso che volevo uscire da questa comfort zone e ho iniziato a guardarmi intorno. Fino all’incontro che ha portato al cambiamento. Il brano per l’autismo Nessuno è diverso è nato dall’abbraccio ricevuto da un bambino autistico durante un mio concerto: sono rimasto senza parole. Poi la mamma mi ha raccontato della malattia del figlio, delle tante problematiche, ma anche delle tante meraviglie che gli speciali ragazzi autistici donano a chi vuole entrare nel loro mondo. Questa emozione è stata talmente forte che in pochissimi minuti, la sera tardi mi sono messo al pianoforte ed è nato Nessuno è diverso. Questo abbraccio è stato l’input per capire che attraverso la musica avevo l’obbligo di dover far arrivare dei messaggi contro le disuguaglianze, di dire alle persone di non alzare le bandiere, non costruire muri, di fare della mia musica un linguaggio universale, che potessero usare tutti”.

Di recente ha scritto anche un brano sulla pandemia che ci ha colpito…
“Il contagio delle idee è un brano nato durante il primo lockdown e mi premeva dare un messaggio di solidarietà ai miei concittadini, stiamo vivendo uno dei periodi più brutti – essendo un 34enne questo è il primo periodo forse veramente brutto che ricordo – almeno a livello sociale e quindi sentivo l’esigenza di dare vicinanza, di dare solidarietà e ho pensato di farlo attraverso la musica perché riesce ad arrivare un po’ a tutti, ti lascia un segno in maniera più immediata. Questo approccio l’ho riversato anche nell’altra mia professione: sono docente di musica statale, insegno attualmente in diverse accademie di Napoli”.

Quali altri progetti ha in cantiere per il futuro?
“Sto lavorando al progetto di una casa di produzione online, che è una cosa che ho inventato io in effetti, uno spazio virtuale dove chi ha voglia, artisti ma non solo, avrà la possibilità di promuoversi, far conoscere le proprie passioni, perché credo che i giovani siano ancora troppo poco aiutati. E il mio obiettivo è proprio quello di aiutarli a capire come realizzare i propri sogni, guidarli. Sto pensando inoltre anche ad un album con un disco nuovo dove inserire la canzone Il contagio delle idee, Nessuno è diverso, Fragile un brano contro la violenza sulle donne e tanti altri. Da due anni a questa parte poi mi sono dedicato all’attività di presentatore e di direttore artistico di eventi, di talent scout e doveva partire un format lo scorso febbraio ma poi è stato rimandato a causa del Covid. Lo recupereremo sicuramente appena saremo guariti e dopo sarà tutto ancora più bello perché sarà ancora più forte la voglia di stare insieme”.

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EDITORIALE

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di Alessandro Migliaccio

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