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Il match si disputerà il prossimo 20 gennaio al Mapei Stadium, preferito all’Olimpico per motivi logistici

Si giocherà in Italia e non all’estero come accaduto nelle precedenti edizioni la sfida di Supercoppa tra Juventus e Napoli. Il match si disputerà il prossimo 20 gennaio al Mapei Stadium di Reggio Emilia, scelto rispetto all’Olimpico per motivi logistici e organizzativi.
L’ufficialità è stata resa nota, con un comunicato ufficiale della Lega Serie A nella serata di ieri.
Sulla questione nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete” in onda su Radio Marte è intervenuta Raffaella Curioni, assessore con delega allo sport del Comune di Reggio Emilia: “Abbiamo saputo la notizia in queste ore, ci riempie di gioia ed è un riconoscimento per città e stadio – ha dichiarato l’assessore Curioni -. Il Mapei Stadium ha ospitato tanti eventi importanti e offre soluzioni logistiche”. “Abbiamo ospitato l’Italia qualche giorno fa, Reggio Emilia è pronta – ha aggiuinto -. Ci dispiacerà se da qui al 20 gennaio gli stadi saranno ancora chiusi ma noi organizzeremo al meglio questo evento straordinario e di portata nazionale”.
In merito alla possibilità di un evento pubblico o meno Curioni ha sottolineato che a stabilirlo saranno “autorità superiori che devono decidere con tutte le attenzioni del caso. Il nostro stadio – ha precisato – può consentire l’accesso perché ha una capienza importante. Speriamo che l’emergenza sanitaria sia diminuita se non passata. In questi mesi è mancata tanto la scuola ma pure lo sport. Il Sassuolo ha il Mapei Stadium in gestione. Noi per fortuna abbiamo due grandi squadre, c’è anche la Reggiana. L’investimento che Mapei ha fatto per lo stadio sono importanti. Io sono tifosa della Reggiana, abbiamo seguito il percorso della squadra che è stato straordinario”. L’assessore, interpellata infine sull’ipotesi del paragone tra il caso Napoli e quello della Reggiana in termini di penalizzazioni in campionato si è detta contraria al ruolo decisionale dello sport su queste situazioni: “Il Paese deve gestire questa emergenza sanitaria e bisognerebbe farlo in ogni campo con un po’ di attenzione – ha osservato -. Bisognerebbe cercare di avere molto equilibrio. Ci sembra un po’ un peccato”.