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La struttura è stata ristrutturata nel 2018 e potrebbe essere utilizzata per far fronte all’emergenza dovuta all’epidemia da Covid-19

Il sistema ospedaliero della Campania è praticamente saltato. Le drammatiche scene dell’assalto al Cardarelli e al Cotugno, la carenza di bombole per l’ossigeno e tutte le altre complesse situazioni di difficoltà fanno intendere che occorre, in tempi ristretti, reperire nuove strutture (e nuovi medici e infermieri). Si sta facendo largo, in queste ore, la proposta di riaprire l’ospedale militare di Agnano, utilizzato fino al 2002 dalla base americana di Bagnoli e abbandonato, ma restaurato nel 2018. Servirebbe per offrire supporto ad un comparto sanitario appunto in gravi difficoltà per l’emergenza Covid-19. Ed appare francamente strano pensare che finora nessuno abbia ritenuto di doverlo, senza indugi, tentare di riciclare, visto che, a meno di imprevisti, potrebbe essere reso funzionale in breve tempo.

L’ospedale sorge ad Agnano, nel comune di Pozzuoli, è stato edificato nella metà degli Anni 60 e si sviluppa con andamento quasi a ferro di cavallo. È stato utilizzato sin dalla sua costruzione, fino al 2002, come Ospedale della Marina Militare Americana.
L’edificio si compone di otto piani, con una superficie di 9000 metri quadrati. Ogni piano ha una superficie di circa 1.000 metri quadrati, tranne il piano rialzato ed il seminterrato che hanno una superficie di circa 1.500 metri quadrati. È servito da 3 scale e da 3 ascensori. L’area esterna ha una superficie di circa 11.000 mq, con annessi ampi parcheggi autonomi e recintati per varie centinaia di autovetture ed un eliporto che facevano parte della base della Marina Americana di Agnano.
Ad aprile 2018 sono stati operati lavori di radicale riqualificazione dell’immobile, nonché quelli di adeguamento alle norme antisismiche ed attualmente è libero da tutte le partizioni interne. Quando è scoppiata l’epidemia da Coronavirus sono state già avanzate proposte di riapertura, rimaste però lettera morta. I primi ad avanzare la richiesta fare la proposta furono gli attivisti di Bagnoli Libera, comitato civico per la riqualificazione dell’area ai quali si aggiunsero i consiglieri comunali dei Verdi Stefano Buono e Marco Gaudini, insieme all’ex rappresentante del consiglio dell’Italsider di Bagnoli nonché ex consigliere comunale di Rifondazione comunista Mario Esposito.
I tre indirizzarono una comune richiesta al presidente della Regione Vincenzo De Luca proponendo l’utilizzo dell’ex ospedale militare americano di via Scarfoglio. “Una volta avviate le procedure previste dalla legge per ospitarvi persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o domiciliare – dicevano Buono, Gaudini ed Esposito – si potrebbe utilizzare una struttura già nata per fini di cura e ristrutturata di recente. Speriamo che il governatore De Luca valuti la nostra proposta per alleggerire gli ospedali napoletani al momento in grande difficoltà”. Ma a questa richiesta non è mai giunta risposta.
Se utilizzata la struttura potrebbe mettere a disposizione in pochissimo tempo numerosi posti letto per le varie terapie e potrebbe diventare, con l’utilizzazione di alcuni dei piani, anche semplicemente ospedale Covid per ospitare i contagiati in quarantena che non presentano sintomi gravi.