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Parla di zona rosé in Campania e attacca Di Maio, Zaia, de Magistris e gli ispettori. Sulla scuola dice: Non riapriamo senza sicurezza

De Luca contro tutti. Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nella consueta diretta Facebook in cui fa il punto sulla diffusione del Coronavirus in Campania, non ha perso occasione per mettere i puntini sulle “i” e ribattere alle dichiarazioni di altri personaggi politici. Ma andiamo con ordine. De Luca ha esordito con un “vorrei puntualizzare due cose rispetto ad alcune espressioni che ho sentito nelle trasmissioni tv”. “La prima – ha spiegato il governatore – è non litigate, la seconda è dobbiamo avere collaborazione col Governo. Vorrei che fosse chiaro che in Campania nessuno sta litigando: la Regione è concentrata sul lavoro, e c’è solo a Napoli un imbecille che litiga da solo (in riferimento al sindaco di Napoli Luigi de Magistris, ndr), o che cerca di fare sciacallaggio e aggressioni per nascondere la propria nullità amministrativa e per nascondere il fatto che non ha mosso un dito per contrastare il contagio”.

Ma de Magistris è solo il primo della lista. Anche quelli che sono al Governo meritano la loro “parte”. “Se non vogliamo che questi appelli siano tempo perso, bisogna parlare chiaro e dirsi la verità – ha detto De Luca -. Vogliamo tutti unità e collaborazione, ma ci devono essere dei presupposti: il primo è la buona educazione, la correttezza reciproca, mi riferisco ovviamente ad alcuni ministri di questo Governo”. De Luca non ha mancato di “punzecchiare” il collega veneto Zaia. “In questo periodo – ha detto il governatore campano nel corso dell’appuntamento social del venerdì – ci capita di assistere a delle iniziative che ci lasciano sconcertati. Nel Veneto, mi è capitato di vedere l’iniziativa di un collega e amico che ha pubblicizzato l’esistenza di un tampone rapido col quale verificare se si è positivi o meno in tre minuti. Ho visto la dimostrazione che ha fatto il collega Zaia, ci avviciniamo al Natale e quindi devo essere buono. Questa è un’altra delle cose che non si spiegano: la validità dei tamponi la deve fissare l’Istituto superiore della Sanità e il Ministero della Salute. Mi domando: esistono tamponi affidabili che nel giro di un minuto e mezzo ti dicono se sei positivo o negativo sì o no? Visto che i tamponi li distribuisce la Protezione Civile Arcuri, fateci capire. Ci sono o no? Perché se ci sono avete il dovere di affidarli alle regioni. Se invece non ci sono, o non sono affidabili nè certificati, avete come Ministero della Salute il dovere di chiarire che non esistono i tamponi cosiddetti rapidi a risultato cronometrico”. “Poi – ha ironizzato De Luca – per quello che mi riguarda suggerisco di non seguire l’esempio del mio collega e amico del Veneto perché se ti infili il tampone nelle narici rischi di perforarti la membrana. Sono cose delicate, da fare in maniera seria e non in maniera dilettantistica. Quindi chiariamo ed evitiamo annunci a sorpresa, su queste cose sono il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore della Sanità a dover parlare chiaro e per tempo”.
Il governatore ha poi toccato il delicato tema della riapertura delle scuole in Campania. “Abbiamo approvato un’ordinanza – ha detto De Luca – che prevede la possibilità di riapertura degli asili e delle prime elementari il 24, ma abbiamo subordinato questa eventuale apertura a un accertamento epidemiologico. In questo momento abbiamo un’ondata di richieste per non aprire, i genitori sono sinceramente preoccupati. La riapertura per il 24 era una previsione – ha aggiunto De Luca – ma noi non apriremo nulla se non avremo la sicurezza dal punto di vista epidemiologico. Abbiamo scelto una linea di rigore e di tutela della vita dei bambini, delle loro famiglie, dei loro compagni di scuola, manterremo una linea di rigore. Quindi, non anticipo nulla, ma è possibile, forse probabile che non si riapra quando abbiamo previsto di aprire, e comunque non riapriremo nulla se non abbiamo certezze dal punto di vista sanitario. Il lavoro è in corso – ha proseguito il governatore – e probabilmente andremo con questo screening anche oltre la data di possibile riapertura, andremo probabilmente con una proroga, ma tranquillizzo tutti: non riapriremo nulla se non avremo condizioni di assoluta tranquillità”.
Il mancato rispetto, in questi giorni, delle norme sulla zona rossa regionale è stato uno spunto utile per De Luca per ironizzare sull’andamento della situazione. “Ma quale zona rossa – ha esclamato il presidente della Regione – è stato giusto chiuso qualche negozio. In Campania abbiamo istituito non la zona rossa ma una zona rosé. Una zona fiorin fiorello l’amore è bello vicino a te (citando i versi di una nota canzone italiana, ndr). Ma dobbiamo avere carità cristiana in questo periodo e quindi lasciamo perdere”.
De Luca si è scagliato anche contro gli ispettori. “Sono arrivati degli ispettori in Campania – ha spiegato – un’altra cialtronata tutta propagandistica, che serviva, come la zona rossa, a parare l’onda di sciacallaggio politico mediatico. Bisognava far finta di mettere qualcosa insieme e ancora oggi la Regione non è a conoscenza delle relazioni degli ispettori. Sono sui giornali – ha sottolineato De Luca – ma noi non ne siano stati informati”.

Non è mancato, poi, un duro attacco al M5S e al ministro Luigi Di Maio in particolare. “Di Maio è stato autore di un tentativo, un anno fa, per far nominare in Campania un commissario alla sanità esterno come in Calabria – ha affermato De Luca – e solo per carità di patria evito di commentare quello che ha fatto il governo con la Calabria, ma questo sarebbe stato il destino della Campania se si fosse seguita la linea di Di Maio del commissario. Due settimane fa ho parlato con il presidente del Consiglio perché un ministro del suo Governo, tale Spadafora, si era permesso di fare considerazioni assolutamente scorrette nei confronti della Regione Campania. Un piccolo atto di sciacallaggio, per cui ho chiesto al presidente del Consiglio di intervenire sui suoi ministri, com’è dovere fare per il presidente del Consiglio per invitarli a fare le persone corrette e a non fare sciacallaggio politico. Il presidente del Consiglio ha detto non sapeva, ‘interverrò, parlerò’. Non è successo niente”. “Dopodiché – ha continuato De Luca – abbiamo ascoltato affermazioni idiote da parte di un altro sedicente ministro, tale Bonafede, conosciuto nell’ambiente come ministro Bonanotte, improbabile. Poi è intervenuto un nostro illustre concittadino, tale Di Maio, che ha detto tali bestialità con una posizione di assoluto sciacallaggio nei confronti della Regione che sono intollerabili”.
La conclusione di De Luca è stata degna dell’inizio ed ha rinnovato la sua “sfida a un dibattito pubblico in diretta televisiva a tutti quelli che vogliono parlare della sanità campana”.