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Un particolare  intervento è stato eseguito dal dottore Giuseppe De Martino, responsabile di Elettrofisiologia e dalla sua equipe, alla Clinica Mediterranea qualche giorno fa. Si è trattato di un caso doppiamente difficile, umanamente e clinicamente parlando. Protagonista una giovane donna di Rieti che ha presentato una particolare aritmia, per la prima volta, mentre stava partorendo il suo bimbo, Ettore, nell’ospedale della sua città.
“ Durante il parto – racconta il dott. De Martino – la donna, ha manifestato all’improvviso una pericolosa tachicardia ventricolare a 240 bpm che rischiava di mandare in arresto il suo cuore. L’aritmia è  stata prontamente interrotta con dei farmaci dai sanitari di Rieti e, subito dopo aver messo alla luce il suo bimbo, e senza  neanche poterlo vedere, la paziente è stata trasferita al San Filippo Neri di Roma, dove è stata ricoverata per circa un mese e sottoposta a due interventi di ablazione che purtroppo non hanno domato l’aritmia”.
Visto il mancato successo dei due tentativi di ablazione, alla giovane paziente era stato proposto l’impianto a vita di un defibrillatore.
“ La soluzione che mi era stata paventata- spiega Aurora, la donna operata- non era a mia avviso la migliore, non volevo vivere il resto della mia vita con un defibrillatore, volevo guarire definitivamente e soprattutto volevo abbracciare mio figlio, che fino ad allora non avevo ancora mai visto. Le mie ricerche su internet mi hanno portato a conoscenza della  “Mediterranea Technique”, la particolare tecnica operatoria messa a punto dal dott. Giuseppe De Martino. Ho deciso così di firmare le dimissioni dall’ ospedale e di farmi trasferire  con urgenza a Napoli, presso la Clinica Mediterranea dove sono stata sottoposta a un delicato intervento di ablazione, risolvendo così, in soli due giorni,  il problema della mia grave aritmia”.
“ La sanità campana di qualità esiste e la Mediterranea ne è l’ esempio – dice il dott. Giuseppe De Martino, responsabile di Aritmologia e Scompenso. La struttura napoletana rappresenta un riferimento extraregionale per i casi complessi di aritmologia e scompenso e per quelli più in generale dell’ambito cardiovascolare. Consapevoli di questo ruolo abbiamo riposto il massimo impegno per poter continuare a garantire senza interruzioni i nostri servizi anche in questo difficilissimo momento di emergenza Covid. Sappiamo bene che non possiamo stare a guardare e stiamo facendo con dedizione la nostra parte,  continuando a combattere le patologie cardiovascolari,  per aiutare ed alleggerire i colleghi degli ospedali pubblici che adesso sono invece impegnati a curare i pazienti Covid. Desidero ringraziare tutto il personale della Mediterranea perché, se Aurora oggi finalmente si riunisce al suo piccolo Ettore,  questo è  stato possibile solo grazie all’impegno che ognuno di loro sta dando, nonostante il momento difficile che  stiamo vivendo in Campania”.