Pascale, da oggi con un’app informazioni e cure anche a chi sta a casa

da | Nov 16, 2020 | Salute

Parte oggi l’app per i pazienti stomizzati che possono collegarsi con il medico e chiedere assistenza, evitando così di affollare gli ospedali in questo periodo di particolare congestione delle strutture

Quando viene confezionata una stomia, soprattutto nella fase iniziale, è difficile pensare di poter tornare alla normalità ed essere di nuovo padroni della propria vita. L’adozione di strumenti digitali, come una piattaforma web, può davvero migliorare la vita dei pazienti fornendo risposte e consigli qualificati in ogni momentoSe tutto questo avviene poi in un periodo di pandemia un’app non solo migliora, ma salva la vita di chi ha la sfortuna di trovarsi in determinati condizioni fisiche. È quello che da oggi fa il Pascale: fornire informazioni e cure anche a chi sta a casa, implementando un modello di assistenza di tipo “connected” attraverso un’applicazione.  Presentato a inizio anno dal viceministro Sileri, quando il Covid non era ancora entrato nelle nostre vite, prende ufficialmente il via oggi il progetto Sos Stomia. Premiato durante l’ultima edizione del Forum PA Sanità, e promosso insieme con la Fais, la Federazione di associazioni di incontinenti e stomizzati, rappresenta uno strumento innovativo per promuovere la salute e il benessere dei pazienti cronici, stomizzati, incontinenti o ricanalizzati effettuato principalmente da personale sanitario specializzato e volontari che operano in modalità di smart working.
“La gestione della stomia si presta perfettamente alla modalità di erogazione del servizio poiché, nella maggior parte dei casi, è una condizione che può essere gestita anche da remoto – dice Paolo Delrio, capo Dipartimento Chirurgia Oncologia Addominale dell’Istituto dei tumori di Napoli – Il progetto SOS prevede la predisposizione di unaapp: in questo modo lo stomaterapista, nel nostro caso Leandro Eto e il chirurgo Bruno Marra, possono interagire con il paziente sia dall’ambulatorio di riferimento sia da altri luoghi, in modalità smart”.
 I pazienti, una volta registrati sulla piattaforma, possono così ricevere informazioni e cure anche da casa. La soluzione progettuale ideata non sostituisce l’attuale modello di assistenza, ma lo integra e lo migliora.
“Mai progetto fu più utile di questo in tempi di pandemia – dice il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi – Grazie alla possibilità di avere a disposizione una consulenza “virtuale, i pazienti possono così evitare di recarsi fisicamente in ospedale, magari lontano dai loro luoghi di residenza,  quando non strettamente necessario: un’opportunità importante soprattutto per i pazienti con disabilità o a mobilità ridotta”.

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Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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