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Niente disinfettante per chi usa i mezzi elettrici del Comune e la Linea 1

Se dovessimo stilare una ipotetica classifica dei luoghi di Napoli dove è maggiore il rischio di contagio da Covid, i trasporti pubblici si piazzerebbero certamente al primo posto: assenza di controlli all’ingresso sull’adozione dei dispositivi di protezione individuale, vagoni stracolmi di gente e nessun distanziamento garantito o possibile, sebbene le attuali linee guida sul trasporto pubblico consentano la capienza massima (100%) solo per distanze al di sotto dei 15 minuti. A Napoli nemmeno il tempo di attesa sulle banchine, pure sovraffollate, è inferiore a questa soglia, figuriamoci i tragitti e senza voler considerare i casi, tristemente frequenti, in cui i mezzi restano bloccati sottoterra o si rompono, dove i 15 minuti possono pure diventare 150…
Il virus a Napoli viaggia comodamente sugli autobus, nei vagoni della metro ma ora anche in monopattino. Tra settembre e ottobre in nome della tanto invocata “mobilità sostenibile” in città è stato, infatti, lanciato il piano monopattini elettrici in sharing: 1800 veicoli a due ruote sono stati collocati nei punti nevralgici di Napoli destando curiosità negli anziani e voglia di sperimentazione nei giovani ma anche nei giovanissimi visto che non è richiesta la patente per poterli guidare. Un passo in avanti per la mobilità cittadina che diventa certamente più sostenibile ma quanto sicura? Chi sanifica il mezzo dopo l’uso dei singoli utenti? Chi può garantire che il cittadino che ha beneficiato del servizio abbia osservato le norme di disinfezione previste contro il Covid nel rispetto degli altri utenti? Viene da chiedersi allora se in un momento tanto delicato in cui abbiamo smesso di abbracciarci e forse anche di salutarci con il gomito, in cui si susseguono divieti e “forti raccomandazioni” a limitare al minimo la vita sociale e i contatti con gli altri, la dotazione in città di un mezzo che passa “di mano in mano” senza nessuna garanzia di disinfezione prima o dopo l’uso sia la scelta più opportuna.
Ma la sanificazione resta un nodo critico anche nei viaggi sugli autobus o nei vagoni della metro della Linea 1. Diversamente dalla Linea 2, gestita da Trenitalia, che ha da subito dotato le carrozze di dispenser di gel igienizzanti e dove è frequente incontrare il personale addetto che durante i viaggi pulisce i corrimano o i sedili, l’Anm non ha previsto l’installazione di nessuna colonnina di disinfettante a bordo delle proprie vetture. E chissà se dopo le sanzioni dello scorso luglio da parte della Asl Napoli 1 per la scarsa igienizzazione degli autobus, l’azienda abbia mai ripreso le procedure straordinarie di sanificazione tanto pubblicizzate e fotografate agli inizi della pandemia. A guardare lo stato pietoso dei mezzi non si direbbe affatto.