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Il successo in Europa League contro la Real Sociedad frutto dello spirito di abnegazione e sacrificio degli azzurri

L’impresa di San Sebastian è il viatico migliore anche per il campionato. Non era facile contro i baschi della Real Sociedad ma il Napoli schierato da Gattuso, nonostante i sette cambi rispetto alla partita contro il Benevento ha avuto una logica sia tatticamente che nel sacrificio a cui tutti gli uomini mandati in campo si sono sottoposti con convinzione e abnegazione.
Da Lobotka, in un ruolo inusitato, a Demme, da Bakayoko, sempre più riferimento della manovra e delle coperture difensive, a Politano e Lozano, chiamati più ad aiutare la fase di non possesso che ad attaccare. Si è vinto ma soprattutto si è vista una squadra compatta giocare seguendo le indicazioni di base del tecnico. Certo, Gattuso ha candidamente dichiarato che gli piacerebbe vedere il Napoli comandare sempre il gioco. Per ora, glielo diciamo con affetto, si accontenti e continui a lavorare come sa. La squadra è giovane e può solo crescere ancora in convinzione e maturità. L’ingenuità di Osimhen ne è la dimostrazione lampante. L’importante è aver rimesso anche l’Europa League al centro del progetto globale.

E domani ore 18, sotto i riflettori del San Paolo, c’è il Sassuolo di De Zerbi, “miracolo” del campionato. Avversario temibile, 11 punti come il Napoli che però ne ha giocate 4 ed ha una sconfitta a tavolino ed un punto di penalizzazione. Ma lasciamo perdere aspettando giustizia. Le 4 vittorie consecutive degli azzurri hanno aperto il solco e spinto il Napoli al secondo posto più avanti di inter, Juve e Lazio, con il Milan capolista a tiro e appena 2 punti più su. La classifica autorizza il “sogno” azzurro ma bisogna vincere contro i neroverdi di De Zerbi. Squadra allegra e irriducibile che ha il miglior attacco del torneo, 16 gol fatti, ma una difesa non impenetrabile, capace di rimonte incredibili trascinata dal tandem Berardi – Caputo. Berardi è ora giocatore maturato assai sotto la guida di De Zerbi e Ciccio Caputo s’è “scoperto” bomber di razza a 32 anni. Stranezze del calcio. Caputo i gol li ha sempre fatti ma De Zerbi e la tranquillità della cittadina emiliana ne hanno tirato fuori l’istinto killer. Bello e impossibile questo Sassuolo, sorprendente ma sempre più brillante e sicuro di sé. Ha il grande vantaggio di non giocare in Europa e bisognerà vedere quali scorie ha lasciato la trasferta di San Sebastiano nella testa e nelle gambe degli azzurri. Sarà partita spettacolo perché De Zerbi tra il 4-3-3 e 4-2-3-1 ha diverse scelte – Covid permettendo – sui giocatori da mandare in campo senza doversi preoccupare del modulo da adottare. Perché toccherà al Napoli fare la parte più impegnativa e difficile: “fare” la partita stando ben attenti a non subire le ripartenze veloci dei neroverdi. Sarà fondamentale per il Napoli il controllo del match, attuare verticalizzazioni rapide e cambi di gioco veloci per mandare in confusione Chiriches e compagni. Ma attenzione a Locatelli, inventato da De Zerbi regista di gran talento, a Djuricic che a 28 anni sembra aver trovato maturità e continuità per tirar fuori un talento mostrato solo a sprazzi. A Napoli gli emiliani cercheranno punti e conferme per ambizioni europee. Giocando fuori casa (ha senso dirlo, senza pubblico? ndr) potranno puntare meglio sul gioco di rimessa per minacciare Koulibaly e compagni. Gattuso si sarà già raccomandato ai suoi di non partire molli e, aggiungiamo noi, con un pizzico di superficialità. La vittoria di Benevento, ribaltando lo svantaggio, ha dato più convinzione e autostima oltre all’entusiasmo per una classifica forse insperata.
Gattuso può contare su una rosa profonda e i recuperi di Zielinski ed Elmas garantiscono un iniezione di freschezza, energia e tecnica in più da poter utilizzare. Il Napoli ormai sa come vanno affrontate certe partite.
Capacità di sofferenza e cuore supportate da condizione fisica e tecnica. Dovrà essere questa la ricetta vincente di Gattuso e degli azzurri. Ci aspettiamo la “manita” di vittoria per alimentare il… Sogno.