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In tantissimi, anche non “a rischio”, hanno deciso di sottoporsi alla profilassi. Ma la carenza lo rende impossibile

Medici di base sotto pressione poiché, dopo la prima tranche di vaccini, arrivati a settembre, le altre dosi tardano ad arrivare e i pazienti scalpitano… Le farmacie, poi, non ne hanno proprio ricevuti. A questo punto appare chiaro che i vaccini antinfluenzali non ci saranno per tutti.
L’accelerazione dei contagi da Coronavirus ha indotto anche molti cittadini che non rientrano nelle fasce a rischio a decidere di vaccinarsi. I vaccini sono gratuiti per gli ultrasessantenni, per gli under60 con patologie e per i bambini dai 6 mesi ai 6 anni (prenotati tramite i pediatri e i medici di famiglia). La Regione Campania è stata tra le prime a fare richiesta, e dunque tra le prime ad essere rifornita. Ma gli altri vaccini non arrivano. “Ne avevo chiesti circa 400 ma ne ho avuti soltanto 210”, spiega il dottor Dario Brunetti, medico di famiglia al Vomero: “Anche stamattina sono stato al distretto Asl ma non me ne hanno dati”. Qualche altra Asl forse avrà, qualche dose di scorta… Ma la carenza non è certo colpa delle Asl. ”Probabilmente dipende dalle ditte fornitrici che, avendo avuto quest’anno maggiore richiesta, stentano a produrre i quantitativi necessari”.

Coloro che non rientrano tra le fasce a rischio, vorrebbero acquistare il vaccino in farmacia. “Ma sinora alle farmacie non è arrivato nulla. La produzione dei vaccini”, conferma il dottor Michele Di Iorio della farmacia Elifani, presidente di Federfarma, “viene predisposta a dicembre, calibrata in base ai consumi dell’anno precedente (2019). Quest’anno c’è stata una richiesta maggiore, da parte delle Regioni, che non ha potuto essere soddisfatta”. Gli anni scorsi lui vendeva dai 100 ai 200 vaccini all’anno. ”Stavolta non sappiamo se arriveranno, quanti, e come saranno distribuiti”. Non è detto insomma che il cittadino, benché a pagamento, li abbia.
E dire che già a settembre nelle farmacie era stata avviata una campagna per sensibilizzare la gente a vaccinarsi onde evitare il collasso degli ospedali nel caso in cui ci fosse una convergenza sia di pazienti contagiati dal Covid 19 sia di pazienti affetti dall’influenza. “Quest’anno le Regioni in Italia hanno acquistato 18 milioni di vaccini rispetto ai 10 milioni dell’anno scorso e soltanto l’1,5% di queste dosi sarà dato alle farmacie (270mila)”, calcola Vincenzo Santagada, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Napoli. “In Campania, che ha acquistato 1,8 milioni di vaccini, alle farmacie ne spettano 27mila e, considerando che ci sono circa 1600-1650 farmacie, ad ognuna ne arriveranno solo 14-15 dosi”. Insufficienti per soddisfare la domanda, anche se i vaccini erogati dalle farmacie sono destinati solo alle fasce “attive” della popolazione.
I vaccini arrivano a lotti di 2-300mila dosi ed entro la metà di novembre si dovrebbero concludere le consegne. Normalmente danno una copertura di 4-5 mesi, e dunque da novembre (il picco dell’influenza s’è spostato verso gennaio) si sarebbe coperti anche a marzo.