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Dopo il ko contro l’Az, gli azzurri vogliono proseguire il filotto di vittorie in campionato con una prestazione di nuovo “spaziale”

Non sono tra coloro che a seconda del risultato cambiano giudizio ad ogni partita, per criticare e gettare la croce sull’allenatore o addosso a questo o quel giocatore, perché nel calcio come nella vita si vince ma si può anche perdere. Tuttavia la sconfitta contro l’AZ, senza fare drammi improvvisi perché inattesa, dà motivi di riflessione sia a Gattuso che ai giocatori.
Premetto, quindi, che reputo il Napoli una big del campionato e anche la squadra più forte del suo girone d’Europa League, nella gara contro gli olandesi, però, che un po’ tutti vedevamo come i “superstiti” dal maxi contagio, sicuramente gli azzurri in qualche atteggiamento sono mancati e non mi riferisco solo all’aspetto tecnico. Probabilmente dopo il dominio territoriale e di possesso palla del primo tempo, in verità alquanto sterile e fine a se stesso, gli azzurri pensavano che prima o poi il golletto ci sarebbe scappato visto l’estremo difensivismo olandese. Non è andata così. Anzi il 4-4-2 o 4-5-1, fate voi, utilizzato da Slot con tutti gli orange sottopalla e pronti a ripartire con De Witt, Sugawara e Karlsson, ha probabilmente spiazzato lo stesso Gattuso che immaginava un Az più votato al gioco. L’italianissimo catenaccio dei tulipani, invece, ha retto benissimo a dimostrazione, e Gattuso lo aveva detto in conferenza, che partite facili non ce ne sono. La sconfitta, perciò, va archiviata senza drammi, ma facendo due considerazioni che, a mio sommesso avviso, possono farla diventare una utile e importante lezione per il prossimo futuro: 1) le cinque sostituzioni sono diventate un’arma in più per un tecnico che ha a disposizione una rosa profonda per cambiare modulo di gioco in corso e invertire la tendenza di una gara; 2) questo Napoli deve sempre afferrare subito, metaforicamente, alla gola l’avversario di turno, come accaduto contro l’Atalanta, senza “gigioneggiare” in un titic-titoc che favorisce l’avversario che si difende ad oltranza con due linee strettissime tra difensori e centrocampisti.

Per queste due personali osservazioni che, ripeto, non sono critiche ma rilievi, basta una sola domanda: Contro l’Az è stato fatto tutto questo? A Benevento, perciò, domani pomeriggio si deve andare con il coltello tra i denti ,con la convinzione, la rabbia e la testa giusta per proseguire spediti in campionato. La squadra di Pippo Inzaghi, per il gioco sin qui mostrato, è formazione che sicuramente può ambire ad una salvezza “tranquilla” a patto che trovi l’equilibrio tattico giusto nella fase di non possesso e in difesa. Molti dei 12 gol subiti nelle quattro gare di campionato sono frutto di transizioni avversarie per non dire di veri e propri contropiedi subiti per l’eccessivo sbilanciamento in avanti dei giallorossi senza adeguate coperture preventive. Inzaghi ci sta lavorando tenendo però a chiarire che la sua priorità devono essere la voglia e la capacità della sua squadra di giocare un buon calcio senza particolari ostruzionismi, per divertirsi e divertire. Contro il Napoli, per questo terzo derby di campionato, è possibile tuttavia che Inzaghi, grande amico di Gattuso, tenga la squadra più frenata a centrocampo per lasciare a Insigne jr. e Caprari il compito di impensierire Koulibaly e compagni. Non escluderei neanche un Lapadula in panchina per un innesto in più a centrocampo con Hetemay, Foulon o Letizia più avanzati o anche Tello, per dare maggiore peso e spessore al reparto centrale e non subire le giocate di Fabian Ruiz e Insigne, la fisicità di Bakayoko e la velocità esplosiva di Osimhen e di Politano o Lozano. L’obiettivo del Benevento, per fare risultato, deve essere quello di non dare spazi e togliere la profondità al Napoli.
Esattamente quello che il Napoli deve invece fare per puntare alla quarta vittoria consecutiva. Il rientro di Insigne, atteso dal duello in famiglia con Roberto, deve dare alla squadra quella fantasia e quella rapidità di giocata che sono mancate contro gli olandesi e soprattutto quei cambi di fronte in grado di mettere Mertens, Osimhen e Politano (o Lozano) nelle migliori condizioni per battere Montipò. Sarà un bel derby a cui mancherà l’apporto caloroso del grande pubblico ed è un vero peccato. Giovedì ci sarà una partita già decisiva a San Sebastian per il prosieguo del cammino in Europa League ma gli azzurri faranno bene a non pensarci e a giocare una gran partita contro il Benevento.
Il Napoli dal gioco “spaziale” contro l’Atalanta deve vincere bene per riprendersi quel pizzico di credito perso contro gli olandesi e non può fallire contro la difesa più perforata del campionato. Contro la Strega, cui auguriamo la salvezza “tranquilla”, niente scherzi e niente partita a handicap. Andiamo convinti. Andiamo lisci. Andiamo subito in gol.