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Ennesima preoccupazione che dilaga in questi giorni mentre si procede faticosamente tra mille intoppi e paure

La vaccinazione antinfluenzale, come noto, quest’anno è fortemente raccomandata dal Ministero della salute anche perché i sintomi dell’influenza sono simili a quelli del Coronavirus ed una confusione iniziale per la diagnosi, col suo carico di paura, determinerebbe un assalto ai pronto soccorso, mandando definitivamente in tilt gli ospedali. Perciò stavolta anche chi non l’ha mai fatta (e non rientra tra i soggetti a rischio) è attanagliato dal dilemma: la faccio o non la faccio? Dubbio ancor più drammatico quando riguarda i bambini. E per giunta, non si sa se il vaccino ci sarà per tutti…


Per i soggetti a rischio, sì. “La Regione Campania è stata una delle prime a fare richiesta e dunque una delle prime ad essere approvvigionate, ora le consegne si stanno dilazionando… Io ho ricevuto dal 28 settembre tutti i vaccini richiesti per i miei pazienti e sono a metà dell’opera”, spiega Silvestro Scotti, presidente dell’Ordine dei medici di Napoli e medico di famiglia. “I soggetti ai quali il vaccino viene fornito gratuitamente sono: quelli sopra i 60 anni con o senza patologie croniche; quelli sotto i 60 anni con patologie; e i bambini da 6 mesi a sei anni”. Agli altri viene raccomandato ma non fornito gratis: a valutare saranno il pediatra o il medico di famiglia… E il vaccino dovranno comprarlo in farmacia (dove le dosi arrivano a rilento).


Non esiste un unico vaccino ma ce ne sono di varie tipologie. “In questo momento ne sono disponibili due tipi: quello tetravalente, cioè che ha valenza per quattro antigeni del virus (per quattro tipi diversi di influenza); e quello trivalente adiuvato, cioè che ha tre antigeni ma con il vantaggio di avere un adiuvante che trasporta l’antigene… per i pazienti che hanno una minore risposta immunitaria, di solito i più anziani, e che dunque vien dato solo ai pazienti con più di 65 anni”, spiega il dottor Scotti. “L’influenza è un virus, come il Coronavirus”, chiarisce il professor Alberto Manetta, una lunga esperienza in diverse strutture sanitarie, “ed i virus mutano continuamente nella loro composizione genetica. Ciò spiega le fasi di eclissi: sembra che scompaiano, e poi ricompaiono, ma diversi…”. È anche per questo che il vaccino antinfluenzale, basato sui virus isolati nella stagione precedente, non può mai garantire una copertura al 100%. E come tutti i farmaci, ovviamente, ha delle controindicazioni. Come certi anticorpi o immunostimolatori di cui pure si parla.


Paura e perplessità. “Se ti vaccini e tra un mese hai la febbre, dici: questo è Covid. Ma ne vale la pena se poi dovrai comunque fare il tampone per esserne certo?” Un tormento, insomma, mentre stiamo pagando le conseguenze di un abbassamento della guardia dopo il 3 giugno che segnò la fine del lockdown. L’unica è attenersi alle regole di igiene, mascherine, distanziamento sociale; e cercare di mantenere forti le difese immunitarie. A partire dal sonno notturno, arma preziosa, anche se è difficile con tutto questo stress mantenere il ritmo sonno-veglia.