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Si prevede affollamento di vari pretendenti alla poltrona di de Magistris

Luigi de Magistris un merito lo ha avuto. Con la candidatura di Alessandra Clemente, la simpatica assessora che lo ha assecondato in tutti questi anni, ha smosso le acque e di fatto ha aperto ufficialmente la corsa alle comunali della primavera prossima. In effetti la Clemente non ha alcuna possibilità logica di essere eletta, visto il totale isolamento politico in cui è finito il suo anfitrione. E con il biglietto da visita dei dieci anni di gestione de Magistris, che si appresta a lasciare una città allo sbando, non potrà certo pretendere che i napoletani si lascino incantare dal suo sorriso gioviale e dalla freschezza del suo atteggiamento. Ma i giochi sono aperti e i partiti stanno avviando quella che si presenta, ad oggi, come una “guerra di posizione” per delineare i candidati che si scontreranno per assicurarsi lo scranno di Palazzo San Giacomo. Preliminarmente bisognerà capire se a Napoli, come vorrebbe Di Maio, si riuscirà a varare l’intesa Pd-5 Stelle. Non sarà facile, perché i grillini hanno scavato in tutti questi anni un solco anche con la classe politica cittadina e non tutti i dem saranno disponibili a dimenticare gli attacchi, gli insulti, le contumelie. Ma tra le loro file i pentastellati hanno l’uomo che potrebbe mettere tutti d’accordo, Roberto Fico, attuale presidente della Camera, uno che dopo il folgorante risultato alle comunali del 2011, quando si presentò in rappresentanza dei 5 Stelle (l’1,5% dei consensi) ne ha fatta di strada e in tutti questi anni, contrariamente ai suoi compagni, ha sempre dialogato con la sinistra napoletana. Quale tipo di affidamento possa dare un Fico sindaco questo poi è tutto da dimostrare. E i presagi non sono del tutto rosei, visto che i grillini hanno dimostrato in tutti questi ultimi anni, sia a livello nazionale, che a livello locale (vedi Raggi e Appendino) una modesta capacità di adattamento alla gestione delle res pubblica, non in linea con la forza dell’azione che hanno invece sempre espresso da oppositori. Ma dire sì all’accordo e schierarsi con Fico significherebbe per l’appannato Pd napoletano rassegnarsi ad un ruolo di comprimario e soprattutto andare incontro ad una serie di mal di pancia che potrebbero ulteriormente minarne la già modesta forza. Tanto più che Bassolino proprio in questi giorni ha preannunciato la sua candidatura, che già da ora gode dell’appoggio di ben quattrocento esponenti della società civile. E l’ex sindaco sarà un osso duro, avendo scelto di scendere in campo difficilmente farà marcia indietro.

Né peraltro il partito sembra poter esprimere una personalità in grado da sola di trainarlo alla vittoria. Insomma non sarà una scelta semplice, e che non abbiano idee chiare lo si è capito anche dalle fumose risposte del segretario provinciale Sarracino alle domande postegli da un giornalista del Mattino. In casa Pd, peraltro, bisognerà anche guardarsi dalle mosse di Renzi, che in Campania alle regionali ha ottenuto un risultato straordinario e che, ovviamente, sta pensando di prospettare un candidato tutto suo anche per Palazzo San Giacomo. Se a sinistra tutto è assolutamente avvolto dall’incertezza non certo meglio si presenta la situazione nel centrodestra. Anche da queste parti non c’è un candidato che possa, almeno sula carta, apparire come vincente. In queste ore è circolato il nome di Riccardo Monti, un manager sperimentato e di successo. Ma anche un nome non popolare, poco conosciuto alla massa e che dovrebbe essere sostenuto da tutti e tre i partiti della coalizione con il massimo dell’impegno. La Lega, che non ha sfondato alle regionali, potrebbe riproporre il nome del magistrato Catello Maresca, anche se sarà difficile convincerlo. Poche chances avrebbe Severino Nappi, appena eletto consigliere regionale e anche lui non proprio popolarissimo. A Napoli al centrodestra mancano personaggi conosciuti dal grande pubblico, come Giletti e Porro, sui quali, invece, si sta ragionando su Roma.


Ovviamente al tavolo di questa partita sarà interessante scoprire le mosse di Berlusconi, che una volta superato il trauma del coronavirus vorrebbe rientrare a tempo pieno nell’agone politico (si sussurra che potrebbe addirittura convincersi a candidarsi come sindaco di Milano).
Forza Italia in Campania è dilaniata da lotte intestine. Il Cavaliere dovrà metterci tutto il suo impegno. Scartando l’ipotesi di poter individuare un candidato frutto di un accordo fra le varie anime del partito, e cioè fra De Siano, Fulvio Martusciello e la Carfagna, si potrebbe trovare la confluenza su un nome terzo, quell’Antonio Martusciello, che è sì fratello di Fulvio, ma che da quasi dieci anni è fuori dalla politica, avendo rivestito, e con successo, il ruolo di commissario dell’Agcom. Insomma giochi tutti da fare. Quel che è certo è che, almeno inizialmente, saranno molti gli aspiranti alla poltrona di de Magistris.