Tempo di lettura: 2 minuti

Giudizi più che positivi sulla campagna acquisti della società anche se la difesa andrebbe migliorata

La vicenda legata alla mancata disputa di Juventus-Napoli ha distolto l’attenzione dei media e dei tifosi da una riflessione sulla campagna acquisti del Napoli.
Una campagna giudicata dalla stragrande maggioranza degli osservatori oltremodo positiva, considerando che l’organico dell’anno scorso è stato indubbiamente potenziato con gli arrivi di Osimhen, Bakayoko e Petagna e dal rilancio di Lozano, che può sostanzialmente esser considerato come un nuovo acquisto, se solo si pensi all’apporto pressoché nullo assicurato nella sua prima stagione in maglia azzurra.
La storia ci ha insegnato che i piazzamenti ipotizzati nelle griglie virtuali di inizio stagione solo raramente coincidono con quelli che saranno poi i risultati finali. Ciò avveniva sistematicamente in tempi normali, figuriamoci ora che il campionato sarà comunque condizionato dai contagi, dalla mancanza di spettatori e da tanti alti fattori imponderabili. Quindi le valutazioni della vigilia hanno più che mai un valore solo indicativo. Tant’è che vari commentatori, continuano ancora adesso ad inserire il Napoli nella lotta per lo scudetto, il che, sinceramente, ci sembra comunque azzardato. Perché è vero che la squadra sulla carta appare potenziata rispetto all’anno scorso, ma permangono alcuni punti deboli che alla fine potrebbero risultare anche decisivi per la conquista del piazzamento finale.
Tanto per cominciare non è stato risolto l’ormai annoso problema del terzino sinistro. Ai nastri di partenza il Napoli si presenta con la coppia Mario Rui-Ghoulam, la stessa dell’anno scorso. Mario Rui offre un rendimento sicuro, seppur mai ad altissimi livelli. Ma ha bisogno ogni tanto di tirare il fiato e ancora non si capisce se si può o meno fare affidamento su Ghoulam. Né si può pensare che il problema lo possa risolvere Hysaj, che pur con la volitività che lo contraddistingue, è certamente un adattato sulla fascia opposta rispetto alla quale ha sempre fornito, invece, prestazioni di livello. Giuntoli ha trattato di tutto, da Emersom Palmieri al giovane polacco Karbowink, sedotto e abbandonato. Ma non è riuscito a portare a casa nulla.
Permane quindi questo grave vulnus e non ci resta che sperare in una miracolosa ripresa di Ghoulam. Manca al Napoli proprio uno come lui, quello dei bei tempi che furono.


Ma il vero punto dolente, a nostro avviso, dell’organico del Napoli è nei centrali di difesa. Con la cessione di Luperto (che peraltro Gattuso non aveva mai fatto giocare), sono solo quattro i giocatori in organico. E di questi Manolas e Maksimovic, a vario titolo, non offrono garanzie quanto a continuità di rendimento. Sono soliti, non certo per loro responsabilità, transitare spesso dall’infermeria. E per quanto riguarda il serbo bisogna aggiungere l’aggravante di una difficoltosa trattativa per il rinnovo, che sicuramente non lo aiuterà a trovare la concentrazione necessaria in campo. Già l‘anno scorso Gattuso si trovò in certi frangenti a dover utilizzare Di Lorenzo come centrale, con risultati certo positivi, ma non strabilianti. Una squadra che punta in alto, molto in alto, non può presentarsi al via con una lacuna così vistosa. In altri tempi, senza i micidiali interrogativi che incombono sul prosieguo di stagione, legati ai contagi sempre più in agguato, forse Giuntoli si sarebbe potuto fiondare su qualche svincolato di esperienza, disponibile a fare il quinto, ma con la prospettiva di crearsi spazio, considerando i molteplici impegni, anche internazionali, cui la squadra sarà chiamata a fronteggiare.
C’è a spasso un tal Garay, tanto per fare un esempio, che sarebbe proprio l’uomo giusto, per classe e lunghissima esperienza internazionale. Ma conviene andare a spendere sul mercato se incombe proprio in queste ore l’incubo del “fermi tutti”?