Gli agenti del Commissariato Vomero, guidati dal vicequestore Monica Flaminio, hanno ricevuto una segnalazione secondo cui, attraverso alcuni siti web era possibile prenotare degli appuntamenti con massaggiatrici che, oltre al trattamento, offrivano prestazioni sessuali.
I poliziotti hanno individuato il locale all’esterno del quale hanno identificato due clienti che hanno confermato quanto riportato nei siti web e, una volta entrati, hanno sorpreso quattro persone di cui due individuate quali “gestori” del centro.  
A.R., 39enne con precedenti di polizia, e una 43enne, entrambi napoletani, sono stati denunciati per sfruttamento della prostituzione mentre il locale è stato sottoposto a sequestro.

L’OPERAZIONE

A seguito di una complessa attività di indagine, gli agenti hanno scardinato un’organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione nel cuore del Vomero, nei pressi della zona di via San Gennaro Antignano. L’attività procacciava clienti attraverso molteplici annunci pubblicati su diversi siti internet dedicati ad “escort” ed incontri sessuali. Dopo aver predisposto una serie di servizi di appostamento, venivano identificati alcuni clienti del “centro massaggi”, i quali, dietro compenso, ricevevano in aggiunta ai massaggi prestazioni sessuali di diversa natura. L’attività di Polizia Giudiziaria portava dunque ad accertare che l’attività era dotata di un vero tariffario e pagando cifre man mano crescenti, potevano arrivare ad effettuare anche un rapporto sessuale completo con le operatrici. Due di loro, italiane, sono state trovate nella struttura ma non è escluso che anche altre ragazze venissero sfruttate. Le “operatrici” erano organizzate inoltre in turni tali da coprire la quasi totalità delle fasce orarie della giornata. I poliziotti hanno trovato un vero e proprio tariffario per i clienti e la presenza di telecamere di videosorveglianza, con le quali era possibile controllare le operatrici del centro da remoto. Elemento cruciale da cui si evinceva il reato di sfruttamento della prostituzione è stato riscontrato nella suddivisione dei proventi dell’attività. Questi infatti venivano suddivisi in parte minore alle operatrici del centro, mentre la restante parte dell’attività di meretricio veniva ritirata dagli organizzatori. A seguito dell’operazione, è statp sequestrato un telefono contenente due sim card utilizzate per gestire gli incontri all’interno del centro le cui utenze venivano pubblicizzate sui siti in cui erano pubblicati gli annunci. Inoltre, sono stati sequestrati due block-notes utilizzati per contabilizzare gli introiti all’interno dell’attività, nonché dove venivano riportati gli importi percepiti dalle singole operatrici. Gli agenti del Commissariato Vomero hanno sequestrato il locale utilizzato per effettuare gli incontri con i clienti.