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Pochi minuti fa è arrivata la sentenza del Giudice Sportivo sulla gara non disputata tra Juventus e Napoli. Il Giudice Sportivo Mastrandrea doveva decidere se optare per lo 3-0 a tavolino per la Juventus o il rinvio del match dal momento che il Napoli non si è presentato allo Juventus Stadium perché bloccato dalla Asl partenopea. Questa la sentenza: Il Napoli perde 0-3 a tavolino contro la Juventus ed inoltre al club azzurro è stato inflitto un punto di penalizzazione in classifica. La società farà ricorso ma intanto il calcio ha perso un’occasione per far vincere il buon senso sugli interessi economici.

ECCO LA MOTIVAZIONE DEL GIUDICE SPORTIVO:

Il Giudice Sportivo ha ricostruito tutto il caso che ha portato il Napoli a non partire per Torino dopo lo stop imposto dalla ASL per le positività di Zielinski ed Elmas. Il giudice, in un documento di 7 pagine, ritiene che sia mancata la “fattispecie della forza maggiore” che secondo le norme sportive (art. 55 Noif della FIGC) giustifica la mancata presentazione di una squadra per la disputa di una partita. Sempre nel comunicato, si legge poi che al Giudice Sportivo “è preclusa ogni valutazione sulla legittimità di atti e provvedimenti, in qualunque forma adottati, dalle Autorità sanitarie statali e territoriali, nonché delle Autorità regionali, posti in essere a tutela della saluta di singoli o della collettività“.

La delibazione è dunque limitata alla possibile non applicazione delle sanzioni della perdita della gara ex officio e della penalizzazione di un punto in classifica, derivanti dall’art. 53 NOIF, in seguito al rapporto arbitrale che abbia accertato il mancato inizio dell’incontro per mancata presentazione di una squadra, nella specie la Soc. Napoli; derivando, in altri termini, dalla mancata presentazione di una squadra per disputare l’incontro l’applicazione in automatico delle richiamate sanzione previste dall’art. 53, salva solamente la eventuale dimostrazione della “forza maggiore”.

(…) In sintesi: i sopra descritti atti delle Aziende sanitarie delineano un quadro che non appare a questo Giudice affatto incompatibile con l’applicazione delle norme specifiche dell’apposito Protocollo sanitario FIGC (richiamato dalla detta Circolare ministeriale, richiamata a sua volta dalla ASL Napoli 1), e quindi con la possibilità di disputare l’incontro di calcio programmato in Torino, con tutte le garanzie e le misure cautelative previste dai Protocolli sanitario-sportivi e dalle circolari ministeriali. Un quadro, invero, che non appare scardinato di per sé nemmeno dai chiarimenti richiesti alla Presidenza Regionale (poi richiamati dai successivi atti delle Aziende sanitarie), la quale, con mail in data 3 ottobre alle 18.25 del vice capo di Gabinetto, ribadiva l’obbligo di isolamento dei contatti stretti nel domicilio indicato al competente Dipartimento di prevenzione, con richiamo delle norme di legge e del Rapporto ISS del 25 giugno 2020 (richiamato quest’ultimo anche dalla ASL Napoli 1)”.