Tempo di lettura: 2 minuti

“La burocrazia e l’incapacità amministrativa provocano molti più danni del Coronavirus”. Così l’imprenditore campano Bruno Zarzaca, fondatore del ben noto gruppo di ristorazione biologica “Amico Bio” annuncia la chiusura di uno dei suoi tre ristoranti in Campania, quello di Napoli a Mergellina aperto appena tre anni orsono per esportare anche sul lungomare partenopeo il grande successo della ristorazione BIO partito ormai quasi vent’anni fa con “Amico Bio – Sorriso Integrale” nel cuore del centro storico di Napoli a Piazza Bellini.

Da oggi a Mergellina serrande abbassate con una scritta inequivocabile che annuncia ai clienti la chiusura per ora ‘sine die’: “Amico Bio Mergellina chiude perché il Comune di Napoli fa acqua da tutte le parti”La ‘goccia’ (termine quanto mai appropriato al caso di specie) che ha fatto traboccare il vaso sono stati i danni causati dall’ennesimo allagamento dovuto alla pioggia di domenica scorsa. “A Napoli il Sindaco è molto impegnato nel filosofeggiare e nel twittare – spiega Zarzaca – ma poi manca nella cura dei servizi essenziali per i cittadini. Il mal funzionamento dei trasporti crea continuo disagio ai lavoratori, la mancata manutenzione stradale crea continui danni economici agli automobilisti e l’incapacità di risolvere il problema degli allagamenti alla prima pioggerellina autunnale crea continui disastri economici ai commercianti”.

Diecimila euro i danni quantizzati per l’ultimo allagamento a Mergellina (che ha danneggiato il sistema elettronico gestionale del ristorante, alcuni frigoriferi e buona parte di tavoli e sedie in legno caratteristici dell’arredamento stile ‘bakery’ di Amico Bio). “La cosa che fa più rabbia – evidenzia Zarzaca – è che i danni da allagamento a Napoli, che non è certo una città con il clima dei paesi delle Dolomiti, sono il vero ‘pizzo’ che siamo costretti a pagare perché inevitabilmente almeno un paio di volte all’anno ci sono questi disastri che al nostro ristorante causano una ‘tassa’ aggiuntiva di 20mila euro annui”.

Ma c’è di più. “Tra le inadempienze del Comune di Napoli – denuncia Zarzaca – ci sono anche le concessioni di suolo pubblico per occupazioni di spazi esterni che a Napoli non hanno avuto in misura eguale per tutti quella rapidità e quell’apertura che era stata promessa dal Sindaco de Magistris per venire incontro alla crisi economica dei locali pubblici causata dal lockdown”. Amico Bio Mergellina in particolare attende da quattro mesi di essere autorizzato alle aperture esterne in modo non penalizzante e durante l’attesa l’estate è ormai anche finita.

“A volte sembra che l’amministrazione comunale si accanisca con tutte le sue componenti proprio su quegli imprenditori che invece provano ad investire nella città”, racconta Zarzaca, nativo di Santa Maria Capua Vetere dove nel 2013 ha realizzato la grande ‘impresa’ di far nascere all’Anfiteatro Campano il primo ristorante biologico in un sito archeologico (“Amico Bio Arena Spartacus”). Un accanimento che a Gennaio aveva coinvolto anche la polizia municipale napoletana che aveva multato “Amico Bio Mergellina” per presunte irregolarità nella vendita al pubblico dei prodotti alimentari utilizzati per la preparazione dei piatti del ristorante. “Un’attività – evidenzia Zarzaca – che è ormai regolamentata da tempo sia a livello regionale che nazionale e che rappresenta uno dei business fondamentali della produzione agricola biologica. Noi siamo certi delle nostre ragioni ma anche in questo caso dovremo spendere soldi ed energie in una lunga battaglia legale assolutamente inutile”. Energie che a furia di contare i danni sono venute meno ed hanno fatto scegliere la chiusura all’ennesimo ristorante napoletano sepolto dalla burocrazia.