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Da due anni e mezzo solo cambi di progetto, slittamenti, polemiche. Residenti e commercianti esasperati

Se non fosse che si tratta di una piazza potremmo definirla la “fabbrica di San Pietro”. Insieme a tante opere avviate ed incompiute è il simbolo della difficoltà di una città che non riesce a decollare. Anche se in questo caso non vi sono responsabilità del Comune, ma sono tutte della celebrata Unesco.
Dopo anni di attesa, caratterizzati anche da un lungo e appassionato dibattito sulle modalità operative adottate, la riqualificazione di un simbolo della città di Napoli come Piazza Mercato continua ad attendere una conclusione che chissà quando mai avverrà.
E tutto ciò indipendentemente dal problema di come i lavori sono stati impostati, di cui ci occupiamo in questa stessa pagina con l’intervento di Antonio Pariante.
Piazza del Carmine e l’adiacente piazza Mercato sono un simbolo storico della città di Napoli. Un simbolo non proprio entusiasmante per le vittime, ma qui hanno trovato la morte Corradino di Svevia (fatto decapitare da Carlo d’Angiò, Masaniello, praticamente linciato da quella stessa folla che lo aveva acclamato e Eleonora Pimentel Fonseca, l’eroina della rivoluzione del 1799.
Ora è nel caos più completo, da anni. I lavori si protendono fino quasi alla soglia della basilica, la retrostante grande piazza è bloccata da lamiere che sono il segno tangibile di lavori non finiti. Il tutto in una condizione di abbandono desolante. Stanno soffrendo persino i parcheggiatori abusivi, costretti a veder ridotti i posti sui quali estorcere il pagamento della sosta.
Nei mesi scorsi sono state diffuse le immagini del completamento dei lavori, che lasciavano perlomeno “sperare” in una tenue luce in fondo al tunnel. Pia illusione. Commercianti e residenti sono da tempo sul piede di guerra, anche perché nei giorni di pioggia intensa, che non sono mancati nel fine settembre, la zona viene in pratica ricoperta di acqua e fango. Perché i lavori non si completano? In realtà non c’è una riposta precisa. Dopo due anni e mezzo di interruzioni, slittamenti e progetti variati ad inizio agosto il cantiere era stato smantellato, visto che era stata persino programmata la consegna ufficiale dell’area a de Magistris. Ma la cerimonia fu rimandata per colpa degli allagamenti, che avevano ridotto tuttala piazza ad un enorme pantano.
C’è poi anche il problema della mancata rifinitura degli ultimi interventi, che denotano le criticità di un progetto partito male fin dall’inizio e che mette in discussione tutte le iniziative targate Unesco. Oggi chi entra in piazza Mercato non può non restare interdetto. Di quella piazza pulsante, dove a Napoli si radunavano commercianti di ogni genere, non resta quasi più nulla. Sopravvivono solo negozi di giocattoli e qualche ferramenta. Tutti gli altri da decenni sono traslocati al Cis di Nola. E tutta la grande area centrale è squallidamente deserta. C’è una scritta che indica “area pedonale”. Ma nessuno la rispetta e i vigili, quand’anche volessero fare il loro lavoro non saprebbero nemmeno chi e dove andare a colpire. C’è davvero tanta tristezza!