Stroncati numerosi fusti a rischio crollo per mancanza di manutenzione. Ma è necessaria una svolta per ricostituire la flora urbana

Dopo la tempesta che tra sabato e domenica 27 settembre ha causato il crollo di decine di alberi spezzati o sradicati dal forte vento si è corsi ai ripari abbattendo altri fusti (ritenuti sommariamente pericolosi) a tutela della pubblica incolumità. Una priorità, indubbiamente, piuttosto che rischiare la pelle. Ma l’ulteriore devastazione del patrimonio arboreo si sarebbe potuta evitare – attacca Maria Teresa Ercolanese di Gazebo Verde – se nel corso del tempo quegli alberi fossero stati curati, sfoltiti, manutenuti (prevenzione, insomma) invece di abbatterli e lasciare i ceppi a marcire. E con l’inverno che avanza si prospetta una situazione nient’affatto rassicurante.
Tra le aree più colpite, la collina, da via Puccini (nei pressi di un liceo) a via Scarlatti a via Domenico Fontana ma il problema accomuna tutti i quartieri. Proprio al Vomero poi sembra essere iniziata una campagna di capitozzature, da via Cimarosa (altezza civico 50) a via Luca Giordano (in prossimità della scuola elementare) suscitando non poche perplessità tra i passanti, cui quei platani non apparivano in così gravi condizioni… E adesso si teme che il Vomero faccia la stessa fine di Posillipo che (dopo le tempeste 2019) è diventato un luogo spettrale. Parliamo di cittadini già stremati dalle “cimici dei platani” che, specialmente quest’estate, con le limitazioni da lockdown, li hanno costretti a stare in casa con le finestre sbarrate dal momento che i rami attaccati dalle tingidi (mai sfoltiti né disinfestati) si protendono nelle abitazioni.


Una questione non più rinviabile, quella della progressiva perdita del verde urbano.”La sfida contro i cambiamenti climatici passa anche per gli alberi, che ci danno ossigeno; ci regalano bellezza, ombra e frescura nei periodi torridi; e ci proteggono dalle frane, bloccando con le loro radici il terreno “, ricorda Maria Teresa Ercolanese. Il presidente della V Municipalità ha scritto al sindaco chiedendo una verifica delle alberature e la messa in sicurezza del territorio Vomero-Arenella; sollecita l’invio del programma di manutenzione del patrimonio arboreo per la stagione di potatura 2020/21 e lo stanziamento di somme adeguate per far fronte alle indifferibili esigenze, messe in secondo piano, nonostante i solleciti.


A Napoli non esiste neanche il catasto degli alberi (se ci fosse un censimento, sapremmo anche quali alberi più a rischio abbattere, spiega la Ercolanese). Quanto alla manutenzione, il Comune ha sempre detto di non avere sufficienti mezzi né personale. Allora è scesa in campo la Regione, che stanzierà 15 milioni per la riqualificazione degli spazi verdi delle Municipalità. A settembre, il sindaco ha annunciato via Facebook “lavori programmati” per nuove alberature con 5,5 milioni di euro della Città metropolitana ed un primo stanziamento di 14 milioni sempre dell’ex Provincia per riqualificare i parchi comunali. Nuovi alberi ma anche cura ed eventualmente sostituzione dei fusti ammalati. Speriamo che ora si passi dalle parole ai fatti.