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Sono tornati i giorni della grande paura. Dopo averci sostanzialmente risparmiato in primavera, il Coronavirus pare intenzionato a farci pagare la sua iniziale clemenza, e con gli interessi, in autunno. I numeri dei contagi degli ultimi giorni prospettano per i napoletani giorni difficili, con De Luca vigile e pronto a restringere ulteriormente gli spazi di libertà. E meno male che, a dispetto dei soliti moralisti che vi avevano intravisto chissà quali losche manovre, lo steso De Luca ha provevduto per tempo a potenziare i posti Covid con i container aggiunti all’Ospedale del mare.
È evidente come, in attesa del sospirato vaccino e con il numero dei contagiati in costante crescita, il presidente della Regione non abbia scelta. Ma perché i suoi provvedimenti, anche futuri, possano raggiungere un obiettivo concreto è necessario che scatti contemporaneamente un meccanismo di controlli serrato, tale da evitare che i soliti si chiudano fra le mura domestiche e gli “scostumati” (chiamiamoli così) continuino imperterriti a fregarsene, mettendo a repentaglio la loro e soprattutto la salute degli altri.
Questo fine settimana sarà indicativo: mascherine all’aperto obbligatorie per tutti e divieto di vendita di alcolici dopo le 22. La movida, che ha ereditato dalle discoteche il ruolo di “untore” dovrebbe risultarne paralizzata. Accadrà tutto ciò? Vigili, poliziotti, carabinieri vareranno un piano comune di verifiche per evitare che le prescrizioni di De Luca vengano vanificate? Stando a quello cui abbiamo assistito negli ultimi fine settimana diciamo che non si può non essere scettici. Insomma lo “sceriffo” tornerà a minacciare l’intervento dei lanciafiamme, ma siamo tutti dubbiosi sul fatto che ne abbia a disposizione la scorta necessaria per fronteggiare la proverbiale indisciplina dei suoi “sudditi”.