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Arriva al San Paolo il “nuovo” Genoa di Maran che sta già facendo sognare i tifosi del grifone dopo il poker di reti rifilato al malcapitato e ingenuo Crotone. Squadra profondamente ricostruita dopo la salvezza faticosamente conquistata solo all’ultima giornata nello scorso campionato, il Genoa è annunciato in forma smagliante atleticamente e mentalmente. E soprattutto ancora in piena attività sul mercato dove in settimana è arrivato il giovane Luca Pellegrini dalla Juventus a rinforzare la corsia di sinistra mentre sono in pieno fermento le trattative per chiudere con Raiola l’operazione Balotelli e con l’Inter l’acquisto di Ranocchia dopo aver visto sfumare Bonifazi che ha preferito accasarsi a Udine.


Sia come sia, questo Genoa ha ambizioni neanche troppo segrete e soprattutto la voglia di arrivare subito alla salvezza per coltivare altri obiettivi. Il 3-5-2 di Maran sembra cucito a pennello per la rosa rossoblù e per il Napoli quello contro il Grifone è, forse, il primo vero test per saggiare condizione, capacità e voglia del gruppo di Rino Gattuso. La formazione di Maran, infatti, ha acquistato solidità in difesa con il riscatto di Perin e l’acquisto di Goldaniga dal Sassuolo, ma soprattutto può contare su un centrocampo eterogeneo, di lotta e di governo con Zappacosta e Ghiglione vere frecce sulle corsie esterne e Badelj, arrivato dalla Lazio, a smistare il gioco con grande qualità e sagacia, collaborato da mezze ali come Zajc, proveniernte dal Fenerbahce, e Lerager, senza dimenticare alternative come Criscito, Schone, Radovanovic e l’ultimo arrivato Pellegrini, capaci di offrire in ogni momento il proprio contributo di tecnica ed esperienza. In attacco, poi, detto del possibile arrivo di Mario Balotelli, il “vecchio” Pandev, ex che a Napoli ha lasciato un ottimo ricordo, il redivivo Destro e l’ormai ex promessa Pjaca, appena tre stagioni fa un crack del mercato juventino ora in cerca di consacrazione dopo un periodo buio dovuto ad infortuni di non lieve entità, costituiscono un bel ventaglio di soluzioni tra tecnica, forza e fantasia in grado di creare qualche problema alla difesa azzurra. I tifosi rossoblù sono curiosi di verificare se il loro Genoa, capace di esaltarsi e esaltarli contro il Crotone, saprà esprimersi allo stesso modo anche in una trasferta difficile come quella di Fuorigrotta. È quello che dovrà scoprire anche il Napoli dopo la vittoria di Parma dove l’ingresso di Osimhen è risultato decisivo per superare la muraglia difensiva gialloblù.

Tatticamente il Genoa ha caratteristiche che potrebbero in qualche modo creare difficoltà al Napoli, potendo puntare su una supremazia numerica a centrocampo che potrebbe consentire a Maran e ai suoi uomini di sfruttare in modo importante sia le ripartenze sia le transizioni approfittando di eventuali errori di passaggio o di posizionamento del reparto centrale azzurro. Farà bene, Gattuso, a studiare tutte le possibili situazioni a centrocampo perché è presumibile che proprio in quella zona verrà stabilita la supremazia di una delle due squadre. Servirà un reparto in grado di muoverrsi in continuazione e, ferme restando le opzioni Zielinski e Fabian Ruiz, bisognerà valutare se Gattuso preferirà partire con Lobotka, più propenso e rapido nella giocata verticale e Politano a destra, o confermare Demme, più compassato e scolastico nella interpretazione del ruolo, con Lozano largo a destra per limitare le scorribande di Zappacosta.


Oppure vedremo dal primo minuto il Napoli sfrontato del secondo tempo di Parma con i quattro dell’Ave Maria, Lozano, Mertens, Insigne ed Osimhen pronti a impallinare Perin e Maran dopo Liverani? Quel che è certo è che bisognerà rubare subito l’iniziativa al Genoa con tocchi rapidi, di prima intenzione e movimenti continui di centrocampisti, esterni ed attaccanti per liberarsi al tiro il più velocemente possibile e adottare un pressing asfissiante sui difensori e centrocampisti rossoblù. Il tutto facendo bene attenzione a “coprire” il campo con intelligenza per non offrire spazi invitanti a Pandev e compagni.
Servirà, insomma, il Napoli che vuole Gattuso, compatto, convinto e agonisticamente cattivo sia in fase di possesso palla che di non possesso. Anche senza il pubblico di Fuorigrotta, le due tifoserie si aspettano comunque il massimo dalle proprie squadre. Dovrebbe giovarsene lo spettacolo, senza tatticismi esasperati per la propensione al gioco di entrambe le squadre e dei rispettivi allenatori.