La vittoria di Parma, maturata nel secondo tempo grazie all’ingresso in campo di Osimhen, ha sollevato furori ed entusiasmi sui quali occorre riflettere, per evitare cocenti illusioni. Anche Gattuso ha contribuito a far crescere la temperatura, con quelle dichiarazioni sulla possibilità di utilizzazione contemporanea di Fabian e Zielinski nel centrocampo a due, frasi che hanno dato fiato ai sostenitori dell’improbabile 4-2-3-1.
Certo per mezz’ora di gioco, con l’imprevedibile Osimhen che nessuno conosce e che si mette a correre come Bolt seminando panico, gli entusiasmi possono pure starci. Anche senza il filtro del centrocampo e se magari l’avversario si chiama Parma. Ma pensare di impaurire i vecchi marpioni delle difese di Juventus ed Inter, ma anche di Lazio, Atalanta e Milan è pura follia. Sarebbe un invito a nozze per Pirlo e Conte che a centrocampo hanno solo problemi di sovrabbondanza e che infilerebbero alla grande con i loro contropiedisti una formazione squinternata affidata solo a due frangiflutti, che tutto sanno fare fuorché frangere i flutti.


Questi due ragazzi mai del tutto esplosi sono la speranza e la palla di piombo al piede del Napoli. Prendiamo Zilienski. Quando lo prese il Napoli, per soli 15 milioni, tutti dissero che era un colpo magistrale messo a segno da De Laurentiis. Lo indicavano come il fuoriclasse del futuro. Il futuro è diventato presente e qui a Napoli stiamo ancora aspettando che il polacco triste dimostri di essere se non proprio un fuoriclasse, quanto meno un campione. Questa è la quarta stagione che veste la maglia azzurra e di lui non si ricordano prestazioni straordinarie. I cinque in pagella sono una costante e il più delle volte il biondino fa irritare per la svogliatezza. Si intuisce che avrebbe numeri superiori, ma non riesce ad esprimerli. Fino a quando lo dovremo aspettare?
Quanto a Fabian Ruiz, anche per lui potrebbero valere le stesse considerazioni. Un talento inespresso. E soprattutto uno abituato a giocare dalla linea di centrocampo in avanti. Ancelotti lo ha provato ripetutamente davanti alla difesa, ma ha fallito sistematicamente. Sostanzialmente un doppione di Zilienski. Ecco perché impiegarli insieme in un centrocampo a tre è già un azzardo, figuriamoci se restano soli a presidiarlo. Nonostante quello che possa pensare Gattuso la cosa non va, e del resto a Napoli ne abbiamo contezza, visto che Ancelotti si era intestardito su questa linea, le ha buscate costantemente (le avversarie a centrocampo facevano strame del Napoli) e ci ha rimesso il posto.


Su questo scenario già di per sé complesso si sta per innestare la presenza di Vecino, che verrebbe preso come sostituto di Allan. Confusione che si aggiunge a confusione. Vecino lo voleva fortemente Sarri, il primo anno. Non conosceva Jorginho e pretendeva un regista che fosse anche armato di grinta. De Laurentiis non lo accontentò, Sarri scoprì Jorginho e non tornò più alla carica.
Ora siamo proprio sicuri che Vecino possa occupare quel ruolo di incontrista che il miglior Allan svolgeva splendidamente? Diciamo proprio di no. Vecino è molto simile a Demme, sa smistare e combatte, ma preferisce la cabina di regia. E in quel ruolo il Napoli oltre al sottovalutato italo-tedesco ha anche un Lobotka che ancora non ha avuto la possibilità di esprimersi compiutamente.
La verità è che Allan, per il lavoro che svolgeva, è difficilmente sostituibile. Il Napoli, a dir la verità, aveva scovato il suo sosia, Amrabat del Verona. E lo aveva anche lungamente trattato a gennaio, quando prese Rrahmani. Poi improvvisamente la cosa è saltata, Amrabat ha detto stranamente sì alla Fiorentina e proprio non si capisce perché, anche se lui professa amore grande e imperituro per i gigliati. Ma nessuno oggi avrebbe fatto una scelta del genere a parità di condizioni. Un rifiuto circondato dal mistero.
Tolto Amrabat, sul mercato italiano non esistono molti in grado di sostituire Allan. Potrebbe fare al caso di Gattuso Nandez del Cagliari. Ma i sardi dicono che è incedibile e De Laurentiis, se non vende Milik e Koulibaly, non ha oggi la forza economica per convicere il presidente del Cagliari a rimuovere l’incedibilità.