Gattuso vorrebbe utilizzare il 4-2-3-1, ma non ha i centrocampisti giusti

Impazzano le voci di mercato, ma mai come quest’anno tutto appare fermo. Soldi ne girano pochi, il Covid ha prodotto guasti in termini di liquidità spaventosi.
Sarà un mercato fondato solo sugli scambi e fioccheranno le plusvalenze, tipo quella già realizzata da De Laurentiis che ha ceduto al Lille Karnezis per una cifra stratosferica, adeguata ad un portiere al top e non ad un onesto numero 1 che per tre anni ha solo scaldato la panchina.


In questa sarabanda di voci è coinvolto anche il Napoli. E, bisogna premetterlo, meno male che si tratta solo di voci che in gran parte tali resteranno. Perché altrimenti bisognerebbe concludere che in casa Napoli la confusione regna sovrana. È evidente che il mercato azzurro sarà condizionato dal modulo che Gattuso intenderà utilizzare. Da quello che emerge pare che il tecnico sia orientato a sperimentare il 4-2-3-1 utilizzato a Napoli solo da Benitez. E meno male che non abbia pensato al 4-4-2 , che ha segnato la fine ingloriosa di Ancelotti.
Gattuso è ovviamente padrone di impiegare il modulo che ritiene più opportuno, nel calcio la responsabilità delle scelte è diretta, se un allenatore sbaglia, paga. Ma qualche perplessità su questo 4-2-3-1 dobbiamo pur esternarla. È un modulo rischioso, se non si dispone di due centrocampisti adusi alla lotta e alla rottura. Benitez impiegava Berhami e Inler e la coppia era ben selezionata, anche se l’ex udinese era più votato alla costruzione che all’interdizione. La rosa attuale del Napoli contempla ben sei centrocampisti, dei quali solo uno potrebbe dare specifiche garanzie in un centrocampo a due, ed è Allan. Che però è stato praticamente ormai venduto all’Everton. L’altro, che potrebbe adattarsi, è Demme, ma anche su di lui cominciano a circolare strane voci di cessione. Tutti gli altri, e cioè Fabian, Zielinski, Lobotka ed Elmas sarebbero assolutamente inadattabili. E soprattutto Gattuso esporrebbe a gravi rischi il Napoli e se stesso se volesse sperimentare, in un centrocampo a due, la coppia titolare Fabian-Zielinski. Un suicidio annunciato. Tutto questo senza contare che l’addio di Callejon ha aperto un vulnus sul versante destro, dove Politano, Lozano o i nuovi venuti Boga e Under sarebbero votati esclusivamente all’attacco, non garantendo in alcun modo quella copertura che (purtroppo) Insigne ha imparato a garantire, invece, sulla fascia sinistra. Se queste fossero realmente le decisioni di Gattuso non ci resterebbe che affidarci alla famosa invocazione del cardinale Sepe: a Maronna c’accumpagna!