di Loris Buffardi

I posti letto destinati ai ricoverati in terapia intensiva al Cotugno sono di nuovo tutti occupati. Da oggi riapre l’ospedale Covid di via Marina, il Loreto Mare, attrezzato per i malati di Coronavirus all’epoca del lockdown. E non basta. Sono ormai quasi saturi i reparti creati all’Ospedale del mare di Ponticelli. Si prospetta pertanto a breve che scatti il piano B, con la necessità di dover creare nuove postazioni di terapia sia intensiva che sub-intensiva. Nella speranza, ovviamente, che poi non ve ne sia bisogno.


Un bollettino quasi di guerra, dovuto alla recrudescenza dei contagi. Le follie vacanziere dei ragazzi e la miopia dei governanti che hanno permesso la riapertura delle discoteche hanno provocato quella che ormai si appresta ad essere identificata come “seconda ondata”. Era prevedibile, e lo era anche quando il governatore De Luca, in piena quarantena generalizzata e con l’esplosione piena della pandemia, decise, provvidamente, di mettere su un reparto modulare anti-Covid nello spiazzo antistante appunto l’Ospedale del mare a Ponticelli.
L’arrivo dei moduli da Padova fu giustamente salutato con gli applausi dai cittadini che vi assistettero a notte inoltrata. Una decisione saggia, che faceva il paio con quella adottata dalla Regione Lombardia, dove il governatore aveva investito i 20 milioni di donazioni private per la creazione di un apposito reparto di terapia intensiva nei locali dell’ex Fiera di Milano. E ne aveva affidato la realizzazione a Bertolaso e al professor Zangrillo. Due personaggi legati a Berlusconi e quindi subito oggetto degli strali più acuminati. Ovviamente in quella circostanza non mancarono le polemiche. Fortunatamente, infatti, una volta allestiti i due reparti, a Milano e a Napoli, non ci fu bisogno di occuparli, grazie all’attenuarsi dei contagi. Ma l’imprevedibilità della malattia avrebbe dovuto suggerire cautela nei soliti critici. E non solo, anche la magistratura (poteva mancare?) ha messo il naso in quelle iniziative, sia a Milano che a Napoli. Gli avvisi di garanzia si sono sprecati, alla ricerca di potenziali episodi di corruzione. Che i magistrati debbano svolgere il loro compito è giustissimo, ma che si debba sempre e su tutto supporre che ci siano ladri pronti a speculare anche in una circostanza gravissima come quella legata all’epidemia, ne corre.

Ma anche queste iniziative sono il frutto evidente di una stagione di veleni ispirata dall’avvento al potere (nel senso più crudo del termine) dei grillini, che hanno fatto del sospetto e della lotta alla corruzione, anche quella immaginaria, il loro credo. Ora gli ospedali aggiunti di Milano e di Napoli stanno, purtroppo dimostrando tutta la loro utilità. I critici e i polemisti tacciono. Avrebbero dovuto farlo anche quando qualcuno si preoccupava di dover fronteggiare l’emergenza. Intanto, in un’intervista a Open, Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli (Monaldi-Cotugno-Cto) spiega che “La responsabilità di questi ultimi contagi è dovuta principalmente a chi è stato fuori e non ha rispettato le regole. Sono preoccupato per la prossima settimana quando accoglieremo i contagiati dei primi 15 giorni di agosto. Il virus è ancora aggressivo, abbiamo avuto nel nostro ospedale anche ragazzi giovanissimi di 23-24 anni”.