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Sull’asse Commisso-De Laurentiis potrebbe nascere un Napoli più forte per l’Europa

Riflessioni sul Napoli in vista di un mercato non ancora ufficialmente aperto ma che è già in pieno svolgimento visto che la stagione 2020/21 è già iniziata. Un mercato sempre difficile per una società che ha zero debiti e una buona liquidità, e che in base a quanto visto in Germania e Portogallo con le final eight di Champions ed Europa League ha riproposto argomenti di capitale importanza per la costruzione del Napoli di Gattuso. Ciò che è venuto prepotentemente fuori dalle partite europee è che la potenza accoppiata alla fisicità nel calcio moderno sono dominanti rispetto alle qualità tecniche dei singoli o della squadra se queste non sono abbinate alla velocità d’esecuzione, alla rapidità del gesto con l’attrezzo.


Ripensiamo al Napoli delle ultime gare e soprattutto a quello impegnato contro il Barcellona. Una fisicità inadeguata contro una formazione in chiara difficoltà atletica – e lo si è visto contro il Bayern -, una grinta latente e priva del necessario furore agonistico, un complesso poco muscolare e che anche quando sembrava avere la gara in pugno ha difettato nell’imprimere rapidità al gioco e la velocità d’esecuzione che avrebbero messo in crisi un Barcellona sulle gambe e attento solo a difendersi.

Sono state spesso le lacune del Napoli di Sarri e soprattutto della squadra di Ancelotti. Rischiano di diventarlo anche quelle del Napoli di Gattuso. Poca fisicità e scarsa rapidità di pensiero per verticalizzare al massimo la manovra nei momenti topici di una gara che significa, in pratica, che questa squadra fatica non tanto a comandare il gioco con un discreto possesso palla quanto ad avere un predominio reale in campo capace di concretizzarsi in azioni da gol e segnature o per una decisa superiorità fisico-atletica o per l’ intelligenza nelle scelte di gioco veloci per verticalizzare con pochi tocchi.


Ed è per questo motivo che il mercato del Napoli deve orientarsi su giocatori che irrobustiscano la rosa fisicamente e che le diano una marcia in più a livello di pensiero. De Laurentiis li vuole giovani, forti sull’onda di un nuovo progetto che, con Gattuso in panchina, dovrebbe, deve, rilanciare squadra e società in tempi brevi e in grande stile. Non è detto che la gioventù e l’energia bastino da sole a realizzare positivamente un tale progetto.
La stagione già iniziata per diverse società, ho la sensazione che vedrà Inter e Milan come le avversarie più accreditate della Juve che punterà con Pirlo al decimo scudetto consecutivo, tutte e tre le squadre ricche di gente non solo forti fisicamente ma anche di “mente lucida”, e con Lazio, Roma e Atalanta pronte a recitare il ruolo di outsiders di lusso avendo a disposizione uomini esperti come Immobile e Luis Alberto, forti non solo fisicamente come Zaniolo e Pellegrini o abili, veloci e potenti come Gomez, Ilicic e Zapata.
È per questo motivo che il Napoli se vuole riprendersi il ruolo di protagonista e antagonista principe della Juve è sollecitato ad un ulteriore e decisivo salto di qualità. Che, si badi bene, non significa “rivoluzione” della rosa bensì riuscire a individuare e prendere quei 2/3 giocatori d’esperienza e “pensanti” in grado di integrarsi al più presto per migliorare anche le potenzialità ancora inespresse di molti azzurri. A gennaio, dopo gli arrivi di Demme, Lobotka e Politano e gli acquisti in chiave futura di Petagna e Rrahmani, lasciati in prestito ai club di appartenenza, s’è avuta una prima svolta positiva con la bella e meritata vittoria della Coppa Italia che ha confermato come la squadra, con Gattuso, abbia ritrovato una sua fisionomia e un’identità di gruppo che sembrava smarrita.


Ora però c’è l’esigenza di costruire una squadra “robusta” fisicamente e mentalmente in grado di recitare un ruolo da protagonista in Italia e in Europa. L’acquisto del giovane Osimhen sembra andare in tal senso e non solo per la sua onerosità. Il giovanotto di origini nigeriane sembra avere nel Dna forza, velocità e rapinosità in area avversaria che troppo spesso sono mancate nella passata stagione al Napoli. L’attaccante, poi, pur strutturato assai bene fisicamente è molto agile e veloce e questo potrebbe creare non pochi problemi ai difensori “sanguisughe” del nostro campionato. Ma dove il Napoli deve mettere centimetri, muscoli e fosforo, a mio giuduizio, è a centrocampo. Saltato, l’acquisto di Gabriel in difesa, resta un posto per un extracomunitario. Il nome di Vendel dello Sporting LIsbona è tra quelli importanti così come aiuterebbero il salto di qualità Sumarè del Lille e Thomas Bartley dell’Atletico Madrid e già nel mirino della Juve. Difficile arrivare a Kessie del Milan, rigenerato da Pioli. Giocare con una mediana composta da Zielinski, Demme o Lobotka e Fabian è un lusso che questo Napoli non può permettersi a meno che in difesa non tornino… Krol, Bruscolotti e il miglior Koulibaly. Visto che non è possibile occorrono almeno due centrocampisti di talento e muscoli. Gattuso preme per Veretout per la sua duttilità ma bisogna pensare a gente di peso come i giocatori di cui sopra. In difesa, saltato Gabirel del Lione c’è la possibilità Milenkovic della Fiorentina. Giovane, ha appena 23 anni, ma già forgiato per il nostro campionato e con ampi margini di miglioramento. Ma perchè non pensare ad una “chioccia” come Thiago Silva?


È un leader nato e soprattutto ha dimostrato di essere ancora in grande forma. Con uno come lui a dirigere le operazioni dalla difesa anche l’arrivo di un giovanissimo come il polacco Carbownick (19) o Sema (22) dell’Udinese, possibili alternative a Mario Rui che ha rinnovato, avrebbero un senso in chiave futura. Così come potrebbero averlo quello di Regulion (24) dal Real Madrid, Romagnoli (25), in scadenza col Milan ma che non rinnoverà avendo Raiola come procuratore, o Diaz del Benfica e, Soyuncu (24) del Leicester. E perchè non provare col Lipsia per Upamecano (21) già sul taccuino di Giuntoli tre stagioni fa, prima di un grave infortunio? Come si vede idee e possibilità, anche con uno sforzo economico maggiore ma su investimenti sicuri, non mancano: in difesa, a centrocampo ma anche in avanti.
Boga (23), Under (23) della Roma, sono nomi buoni per le fasce ma, a mio sommesso avviso, non quanto De Paul (26) dell’Udinese, Vlasic (20) del Cska Mosca o, udite udite, Federico Chiesa (23) della Fiorentina. A questo proposito, la buttiamo lì a caso: Avete notato che nella foto di presentazione delle nuove maglie della Fiorentina non c‘erano né Chiesa néMilenkovic?


Commisso e De Laurentiis vogliono cambiare il calcio in Italia… Un’alleanza anche sul mercato, magari con Maksimovic e Milik alla Fiorentina, che difficilmente prenderà Piotek dall’Herta Berlino, non è fantamercato. Chiesa, che aveva già rifiutato un paio di volte le offerte del Napoli questa volta potrebbe accettare la corte di Giuntoli e Gattuso visto che Juventus e Inter non sembrano in grado di un’operazione abbastanza costosa e che per il ruolo del nazionale sono già ben coperte.
Sarà una stagione intensissima, più dura e stressante della precedente. Il Napoli non può farsi cogliere impreparato. E Gattuso decida presto anche per il ruolo di portiere. Con tutto il rispetto per Ospina (32), noi diciamo Meret(23), per età e potenzialità con notevoli margini di crescita anche nei punti meno forti. Il friulano ha bisogno di continuità per consacrarsi definitivamente. Sembrerà strano, ma quello del portiere può diventare il maggiore problema per il Napoli… E per il futuro di Gattuso sulla panchina azzurra!