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E allora Vamos tutti, purtroppo solo con la testa e con il cuore, al Camp Nou, con l’orgoglio e la forza della squadra che ha tolto 4 punti al Liverpool nel girone eliminatorio ed è ancora imbattuta in Champions. Vamos a giocarcela questa partita, come matador senza paura nel silenzio assordante di un’Arena che è un monumento e che magari darà sensazioni forti e strane senza gli “Olè” del pubblico.

Giochiamocela con attenzione e con giudizio ma senza complessi di inferiorità tecnica e di fatturato questa partita di ritorno contro “IL” Barcellona, con l’articolo determinativo e non quello indeterminato con cui molti addetti ai lavori hanno voluto sottolineare lo stato di attuale crisi del club con Messi e della squadra con il suo allenatore,Setien. Ma sarà vero? Le uniche verità sono che mancheranno alcuni giocatori fondamentali come Vidal, Busquets e Arthur ma che il Barcellona e i suoi giocatori sono abituati a vincere e a dare il meglio di sé nelle occasioni importanti e impossibili. Ricordate la rimonta al Psg con il 6-1 rifilato ai francesi all’ultimo respiro dopo che all’andata Cavani e compagni avevano stravinto 4-0? Che gara ha preparato Gattuso? Sarà una partita solo tattica quella del Napoli per frenare l’impeto catalano o il Barcellona vorrà subito imporre i suoi ritmi e la sua “forza” tecnica e mentale per impaurire gli azzurri e fare del Napoli il toro da “matare” subito infilandogli quanto prima un paio di banderillas prima del colpo finale? E se il Napoli optasse per una difesa leggermente più alta, disposta ai trenta metri, per essere squadra di movimento, più attiva, reattiva e pronta a lanciare il contropiede letale? Tutto può essere. Il 4-3-3 catalano è di sicuro molto più verticale e rapido di quello del Napoli e sugli esterni Semedo e Jordi Alba sono frecce velocissime e velenosissime se non adeguatamente controllate. Ma sono anche giocatori, come molti altri del Barca’, che lasciano campo aperto se sai muoverti, e con la loro difesa alta, Mertens, Zielinski, Fabian e Insigne, se dovesse recuperare al 110%, potrebbero trovare varchi insperati per presentarsi davanti a Ter Stegen. Terminato il week end di vacanze…mentali che la squadra s’è regalato dopo la vittoria in Coppa Italia, la certezza dell’Europa League e l’impossibilità quasi aritmetica di raggiungere il quarto posto, Gattuso e gli azzurri hanno ripreso le sane abitudini di giocare per vincere senza risparmiare gambe e cervello. Contro la Lazio sono state le prove generali per Barcellona. Squadra corta, tirata a molla per fiondarsi subito in ripartenza, con una difesa su due linee strette e raddoppi di marcature, pressing nella propria trequarti o giù di lì, per non farsi schiacciare dai palleggiatori blaugrana e non far ragionare l’avversario utilizzando un giro palla accorto, da velocizzare il più possibile per trovare qualche smagliatura nella abbastanza larga maglia difensiva spagnola.

L’impegno di Gattuso, d’altra parte, sin dal suo arrivo è stato ed è quello di dare, di trasferire al Napoli la mentalità e la voglia di puntare in alto attraverso un lavoro continuo fatto di sacrificio e umiltà. Ancelotti, diamogliene atto, c’era riuscito solo in parte e solo in Europa. Gattuso, al suo secondo impatto con la Champions, deve riprendere e ampliare il discorso del suo “maestro” -ipse dixit- dando però alla squadra quel coraggio, quell’ambizione a voler diventare “grande” con la grinta, la tenacia e la rabbia agonistica che sono mancate ad Ancelotti “leader calmo”….

La trasferta di Barcellona, perciò, anche per Gattuso deve rappresentare e viverla come un esame, il primo, di una serie che, speriamo per lui e la squadra, lunga e vincente.

Contro Messi, Griezman e Suarez, De Jong, Piquè e Rakitic, servirà segnare almeno un gol e non prenderne o segnarne due e pareggiare. Ma contro i “mostri” blaugrana inutile fare calcoli, molto meglio rimanere concentrati e tenere testa e gambe ben salde senza tremare. Magari osando il giusto per far capire a Messi e compagni che questo Napoli è già squadra europea e che Lisbona non è solo un… sogno. Certo, con due risultati a disposizione su tre è il Barcellona ad essere favorito anche sotto l’aspetto statistico ma il calcio, nella sua imprevedibilità, in novanta minuti è capace di smentire pronostici e sovvertire anche i valori tecnici in campo che sono tutti a favore del Barcellona. Servirà un Napoli come quello di Benitez che ammirammo a Wolsfburg o quello più recente di Ancelotti prima a Parigi contro il Psg, poi a Liverpool e Salisburgo. Sarà comunque una meravigliosa serata di sport, sperando che sia da… sogno per il popolo azzurro. Sarà comunque, anche senza pubblico, un grande spettacolo. Godiamocelo tutto, tifando Napoli e soprattutto pensando già al Napoli che verrà!