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Ah, se fossimo tutti come Gennaro Gattuso! L’allenatore del Napoli, al termine della partita giocata e vinta sabato sera contro la Lazio al San Paolo, si è scagliato contro il fisioterapista della società laziale reo di aver apostrofato con il termine “terrone” il tecnico azzurro oppure qualche altro componente della panchina del Napoli. “Vienimelo a dire in faccia, ti attacco alla panchina, esci fuori!”: così Gattuso si è rivolto prima a Simone Inzaghi e poi al membro del suo staff che ha innescato la miccia. Ora, decine di migliaia di napoletani si sono indignati sui social network per l’accaduto schierandosi dalla parte di Gattuso e immedesimandosi con la sua reazione d’orgoglio.


Se ognuno di noi si ribellasse con veemenza di fronte alle offese e alle ingiustizie che ci piovono su più fronti tutti i giorni nella vita, certamente vivremmo meglio. Ovviamente appare semplice e istintivo prendersela con chi ti chiama “terrone” cercando di offenderti. Ma cosa accadrebbe se avessimo la stessa reazione di fronte alle ingiustizie, agli episodi di inciviltà e alla violenza verbale o fisica cui assistiamo nella nostra città? Accadrebbe che ci faremmo rispettare sempre e non solo quando qualche cretino ci chiama “terroni”!

Di Alessandro Migliaccio

Giornalista di inchiesta, direttore del Quotidiano Napoli e autore della trasmissione televisiva Le Iene. Ha pubblicato tre libri di inchiesta su Napoli e uno di poesie. Ha collaborato con la trasmissione televisiva Piazzapulita e lavorato con i giornali Il Tempo, Napolipiù, Epolis-Il Napoli, Il Giornale di Sicilia e Roma e l'agenzia di notizie Adnkronos.