Mentre il San Paolo regalava a Ciro Immobile, scugnizzo di Torre Annunziata, il record di realizzazioni stagionali, facendogli eguagliare Higuain con 36 reti, e consegnandogli la “Scarpa d’oro”, il destino beffardo, talvolta crudele, ha probabilmente tolto all’altro scugnizzo, Lorenzo Insigne da Frattamaggiore, capitano azzurro, la possibilità di giocare “la partita” che potrebbe passare alla storia del Napoli, mai arrivato ai quarti di finale della Champions League neanche quando si chiamava Coppa dei Campioni.

Perché quasi certamente Lorenzo non sarà della partita di Barcellona dopo l’infortunio occorsogli durante la gara contro la Lazio e che lo costringerà al forfeit in Catalogna. Mai dire mai e, per usare un abusatissimo adagio, la speranza è, e sarà, davvero l’ultima a morire per cercare di recuperare alla causa azzurra Insigne. Senza conoscere ancora gli esiti degli esami strumentali, avendo percepito “per esperienza diretta” la fitta avvertita da Lorenzo che lo ha costretto allo stop improvviso, viene da chiedersi: è giusto “forzare” eventualmente i tempi di recupero per “rischiare” poi un periodo molto più lungo di recupero e riabilitazione quando fra 50 giorni sarà di nuovo campionato e una nuova stagione ancora più stressante di quella del post Covid-19? A nostro sommesso avviso… “no”!