Aurelio De Laurentiis non ha firmato la convenzione
Aurelio De Laurentiis

di Loris Buffardi

Certo non è uno che le manda a dire. L’Aurelio don Chisciotte si è imbarcato nell’ennesima battaglia. Anzi in almeno un paio, contemporaneamente.

La premessa è che l’Uefa, almeno per il momento non vuol sentirne parlare di spostare il match di ritorno della Champions da Barcellona, anche se il Coronavirus è tornato, soprattutto in Catalogna ai livelli di marzo. “Stiamo monitorando la situazione e siamo in contatto con le autorità locali competenti. La partita è programmata per essere disputata a Barcellona come previsto”. Tutto ciò in risposta alla provocazione del presidente del Napoli, che si era espresso contro l’ipotesi che il match possa disputarsi al Camp Nou.

Quindi almeno per il momento il presidente ha perso la battaglia. Ma non demorde. 

Ed è subito tornato alla carica: “Sarà una grande partita, ma io telefono, io parlo, io chiedo: è molto imbarazzante. Sento arrivare dalla Spagna delle grandi perplessità e paure e loro, dalla Uefa, fanno finta di nulla. Che ci vuole a dire che non si va a Barcellona ma in Portogallo, in Germania, a Ginevra. E’ come se stessimo a scuola: alla Uefa non c’è nessuno che sa fare impresa coi soldi nostri. Se hanno deciso che la Champions si fa in Portogallo e l’Europa League in Germania, credo che per gli ottavi possiamo andare in Portogallo o in Germania, non capisco perché rimanere in una città che presenta grosse criticità”.

Dicevamo dei vari fronti nei quali è impegnato il presidente. Un altro riguarda la data di partenza del campionato. Don Aurelio vorrebbe che la si spostasse quanto più avanti possibile. Ma anche in questo caso si sta trovando di fronte u muro. Ed eccolo tuonare, come suo solito: “Gravina mi ha sempre detto: è una follia partire il 12 settembre. Ci sono le partenze alla fine di agosto per le nazionali e poi ci sono cinque società impegnate in Europa chissà fino a quando. Poi dobbiamo dare almeno dieci giorni di riposo ai calciatori e poi, appunto, le nazionali. E allora quando facciamo il ritiro? Il problema è che gli impiegati devono fare gli impiegati e gli imprenditori gli imprenditori. La politica se non pensa all’economia, farà sempre acqua”.