Basta circolare per le strade di Napoli (o degli altri capoluoghi di provincia della Campania) per rendersene conto. Il parco auto circolante nella regione è del tutto obsoleto. Ma scatterà dal primo agosto una buona opportunità per un congruo svecchiamento: partiranno, infatti, gli incentivi statali per l’acquisto di autovetture Euro 6.

Il quadro nazionale è davvero compromesso: secondo Facile.it,  con un’elaborazione realizzata su dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nei registri della motorizzazione risultano ancora iscritte 3.327.113 automobili Euro 0, corrispondenti all’8,4% del totale vetture ad uso privato in circolazione.

Ma il quadro appare ancor più sconcertante se si allarga l’analisi. Considerando le automobili Euro 0-1-2-3 si arriva, in totale, a circa 13,4 milioni, cioè un terzo della auto potenzialmente in strada (34%) ha 15 anni o più di anzianità. Il tutto si traduce in un gravissimo danno non solo per l’ambiente e per la sicurezza stradale, ma anche per le tasche dei proprietari. Sempre secondo Facile.it, assicurare un veicolo Euro 3 del 2005 può costare fino al 156% in più rispetto allo stesso veicolo, nella sua versione euro 6, immatricolato nel 2020.

In un quadro nazionale così desolante se si scende a livello territoriale, appunto, si scopre che la Campania è la maglia nera: che da sola conta 503.000 auto private Euro 0, corrispondenti al 14% di quelle presenti nella regione.

Recentemente il presidente dell’Aci Campania, Antonio Coppola è intervenuto per lanciare l’allarme: “Preoccupa l’elevata vetustà dei mezzi di trasporto merci: il 69% del totale è costituito da veicoli di classe ambientale inferiore ad Euro 4. Per invertire questa tendenza occorre una programmazione mirata di incentivi, di cui anche gli Enti locali devono farsi carico tenuto conto che una quota del gettito fiscale che grava sulle “quattro ruote” è di loro competenza: dal bollo auto, all’Ipt alle imposte sulla Rc Auto”.