Rino Gattuso durante il match contro il Sassuolo

Si è tornati alla vittoria e contro una delle formazioni più in forma del momento. Due a zero al Sasssuolo di De Zerbi e tutte da rivedere certe analisi catastrofiste sul Napoli delle ultime partite. Alla fine è stata una serata piacevole quella del San Paolo, che avrebbe meritato la presenza degli spettatori sugli spalti che non avrebbero lesinato cori d’incitamento, tifo e passione per i propri beniamini ma anche qualche critica per un secondo tempo giocato un tanticchio maluccio e finito in riserva. Fortunatamente per Gattuso e gli azzurri il Var è stato il miglior difensore della squadra… 4, dicasi quattro, reti annullate al Sassuolo per altrettanti fuorigioco che, complessivamente sommati, non arrivavano neanche al metro.


Un record, almeno a livello europeo. Saranno stati contenti anche Aureliano, l’arbitro, che infatti alla quarta segnalazione di off-side ha sorriso agli increduli giocatori del Sassuolo come per dire “Ma io che ci posso fare” , e il Var Nasca.
Detto questo, guardiamo oltre, pensando un po’ (tanto, ndr) al Barcellona e molto di più al Napoli del prossimo futuro, partendo dal post-Sassuolo, considerato che la squadra di De Zerbi nel fraseggio stretto, nel palleggio e nei movimenti d’attacco alla porta avversaria è, forse, quella che più si avvicina per caratteristiche al Barcellona. Agile, veloce, con idee di gioco chiare e realizzate con grande precisione, la formazione emiliana ha creato più di un grattacapo alla disposizione difensiva del Napoli.
Badate bene, parlo di assetto difensivo complessivo e non di difesa, perchè contro i blaugrana sarà il movimento corale a decidere se il Napoli potrà e saprà difendersi in modo attivo da Messi e compagni, senza restare passivo e pronto, invece, a ripartire per colpire. Non dimentichiamo che almeno un golletto va realizzato e prenderne uno in più significa eliminazione. È capace questo Napoli di non subire reti? La domanda sorge spontanea, ma la lascio cadere nel nulla perchè il calcio è strano, soprattutto di questi tempi, e poi perchè spero che Gattuso al di là della soddisfazione manifestata per la vittoria ritrovata, inquadri in modo realistico dal punto di vista tattico, tecnico e mentale la prestazione del Napoli del secondo tempo. Quello dei primi 45’, infatti, come in quasi tutte le ultime gare, ha avuto attenzione, gamba e cervello, sprecando però troppo in fase conclusiva. È il Napoli della, (delle) ripresa che deve far alzare al tecnico la soglia d’attenzione, anche oltre la gara contro il Barcellona, sapendo bene che la squadra catalana, anche se data in crisi da più parti, resta ancora di un altro pianeta per questo Napoli che, secondo Gattuso, a ragione, deve ancora acquistare una personalità e una mentalità vincenti.
E poichè il tecnico è arrivato a Napoli senza cucirsi addosso il ruolo di salvatore o di personaggio da copertina ma dell’uomo di campo che di “Lavoro, Fatica, Sudore e Umiltà” , ha fatto il suo mantra calcistico, ci auguriamo che la sua grinta e le sue idee si realizzino ben oltre la gara del Nou Camp (?). Lì serve la partita perfetta e, onestamente, questo Napoli non ha ancora le stimmate dellla grande squadra a livello internazionale. Però ci piace questo Napoli che lotta, che si appiglia con il suo tecnico all’immediato futuro e, nonostante limiti ed errori talvolta grossolani e gravi, in attacco come in difesa, cerca di migliorarsi.


Le gare post Covid-19 perciò, a nostro sommesso avviso, sono solo tappe di un percorso più lungo per realizzare un progetto vincente da settembre. Al di là di quello che sarà o no il “miracolo” di Barcellona.