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Diciamolo subito: per il Napoli è stato un punto guadagnato e alla fine anche con poco merito. Due reti del Bologna bellissime annullate dal Var per questioni di centimetri e in pieno recupero un palo di Danilo con un destro da fuori area avrebbero legittimato un successo meritatissimo per i felsinei.

E il Napoli? S’è squagliato come un ghiacciolo al sole nel secondo tempo perdendo compattezza e lucidità nel tentativo di gestire il gol di vantaggio realizzato da Manolas dopo 7 minuti di gioco. La sensazione, va detto, è che il Napoli sia superiore al Bologna tecnicamente e il primo tempo lo ha fatto capire con chiarezza, ma alla lunga l’aggressività, il pressing e la forza di volontà degli uomini di Mihajlović sono state asfissianti sino a togliere il respiro a una squadra che ha sbagliato cose elementari.

È iniziata come una partita a scacchi tra Gattuso e Mihajlović con il tecnico azzurro che ha proposto dal 1′ minuto Manolas accanto a Maksimovic in difesa, Elemas e Demme a centrocampo e il tandem Milik-Lozano in attacco. Rispetto e timore reciproci hanno fatto sì che soprattutto a centrocampo ci fossero marcature strette da ambo le parti per impedire ai rispettivi reparti di servire in profondità le punte, soprattutto Barrow e Lozano pericolosi a campo aperto. la fase di studio è però durata pochissimo perché sul secondo angolo a suo favore il Napoli è passato in vantaggio con un imperioso stacco aereo di Manolas (7′). Ritmi blandi che hanno favorito il Napoli che in uscita sulla catena di destra trovava un Politano libero che in posizione più bassa del solito prendeva palla per cucire il gioco unitamente a Zielinski. Le giocate dell’esterno e della mezza ala però non trovavano mai un Milik pronto mentre Lozano ci provava con un paio di conclusioni telefonate. Dopo una ventina di minuti si è iniziata ad avvertire una certa differenza di peso tecnico tra le due squadre ma non quella di fisicità che ha consentito al Bologna di restare in partita realizzando anche la rete del pareggio, come detto, di testa da Mbaye (22′) prima convalidata da Piccinini poi annullata dal Var. I restanti minuti del primo tempo sono stati giocati dal Napoli con attenzione e la solita dose di concentrazione e mentalità condite da un buon ordine tattico. Poi nella ripresa è accaduto il contrario: disattenzione, superficialità, scollamento tra i reparti, il brutto Napoli visto in passato in campionato. Sono tornati i fantasmi dell’ultimo periodo di Ancelotti: squadra incapace di restare in partita con la testa prima ancora che con la gamba che pur cercando di attaccare s’è consegnata alle ripartenze e alla velocità di un Bologna che col trio Barrow-Soriano-Palacio ha demolito la resistenza degli azzurri. Prima il gol annullato a Palcio (66′) servito tra le linee da Barrow poi la rete del pareggio, meritatissima e altamente valida segnata da Barrow con un sinistro rasoterra che si è infilato nell’angolo basso alla destra di Meret. Non c’era proprio più e al 93′ Danilo con un destro di prima intenzione da fuori area colpiva il palo alla sinistra di Meret ormai battuto.

La vittoria del Bologna non avrebbe fatto una piega ma c’è da interrogarci sul vistosissimo calo fisico e mentale del Napoli nel secondo tempo che neache gli ingressi di Insigne e callejon al 61′ e di Fabian Ruiz e Mertens al 68′ hanno rivitalizzato.

Gattuso, in vista della prossima partita contro l’Udinese, farà bene a richiamare i suoi a una maggiore concretezza di gioco e conclusioni, perché solo con le idee, seppur valide, in campo non si va da nessuna parte. E la sfida dei primi di agosto al Nou Camp si avvicina pericolosamente…