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Inaugurata in pompa magna dal sindaco de Magistris, la struttura del Vomero è ancora inutilizzata

L’avevano inaugurata in pompa magna, con Luigi de Magistris in prima fila. Doveva essere, la “Casa della socialità” un centro polifunzionale per ospitare nel tempo libero anziani, donne e emarginati. L’hanno affrescata con improbabili disegni di Jorit, il re degli artisti di strada. Ma sta ancora lì, malinconicamente chiusa.
Un flop clamoroso. Già i disegni di Jorit sono assolutamente inspiegabili. Frutto della demagogia imperante che in tutti questi anni ha accompagnato la gestione de Magistris. Che c’entra la sorella di Cucchi, meritevole della più viva ammirazione per la tenacia con la quale si è impegnata per far luce sulla morte del fratello, ma che c’entra lei con la Casa della socialità all’Arenella? E che c’entra Pertini, con il suo richiamo alla libertà, al lavoro e alla democrazia? Un richiamo che nessun italiano potrebbe non condividere, già mille volte pronunciato prima di lui ed altre mille dopo. Ma che c’entra con la Casa della socialità all’Arenella, a Napoli? Boh.


Intanto i cittadini di fronte a quelle porte sbarrate protestano. Da tempo c’è un cartello esposto proprio davanti alla porta di ingresso, sul quale con poche frasi si sintetizza la storia dell’emblematica vicenda che riguarda l’immobile: €370.000 per restaurarlo, due anni per finirlo! Quando lo riapriranno? Quanto dobbiamo ancora aspettare? Lo chiediamo noi donne noi giovani noi anziani Vomero Arenella. Nel frattempo lungo le facciate le erbacce la fanno da padrone, dal momento che non si provvede neppure all’ordinaria manutenzione delle parti esterne. La realizzazione della “Casa della socialità” come centro polifunzionale era già stata annunciata con grande enfasi, oltre quattro anni fa, poco prima delle elezioni amministrative, svoltesi nel mese di giugno del 2016. Fu proprio durante la campagna elettorale che comparve uno striscione che ricopriva buona parte della facciata del fabbricato su via Menzinger. Sullo striscione, che portava in calce il nome e cognome dell’allora presidente della Municipalità 5, che comprende i quartieri del Vomero e dell’Arenella, candidato poi eletto al consiglio comunale, si leggeva che erano stati stanziati anche gli importi necessari per l’esecuzione dei lavori, con la delibera di Giunta comunale n. 874 del 29 dicembre 2015 e con un impegno di spesa di € 366.000,00. Dalla delibera citata sono dunque passati oltre quattro anni e, al momento, la possibilità di poter concretamente fruire di questo spazio sociale, a disposizione dei cittadini, appare ancora lontana.


Perché allora non viene aperta? La verità è che non si sa neppure se siano stati eseguiti tutti gli allacciamenti ai servizi pubblici essenziali, quali, luce, gas e acqua, fondamentali anche per poter effettuare il collaudo dell’impianto antincendio. Gli ambienti sono ancora vuoti, privi dei necessari arredi per poter rendere il complesso funzionale e operativo.
Sono tutte domande che il cittadino si pone, mentre nel frattempo, a Casa chiusa è costretto a sorbirsi questi strani disegni di Jorit. Il presidente della Municipalità e l’assessore Clemente, sempre sensibili ad iniziative del genere, sono chiamati cortesemente a fornire risposte concludenti.