Che fine ha fatto Osimhen? Forse non sono riusciti a tranquillizzarlo abbastanza

da | Lug 8, 2020 | Primo piano

Nel Napoli dove oggi funziona (quasi) tutto bene, con Gattuso che ha ridato slancio alla squadra morta versione Ancelotti, c’è pure qualcosa di irreale, di strano, di impalpabile che richiederebbe urgenti spiegazioni, se non ci trovassimo di fronte a tradizionale muro di gomma che la società è solita alzare in frangenti del genere. Trasparenza zero. Accade con gli infortuni dei calciatori, che nella stragrande maggioranza dei casi restano un mistero. Accade sistematicamente sulle trattative di mercato.

L’anno scorso, in pieno svolgimento del ritiro precampionato, sul prato del campetto di Dimaro atterò un elicottero che trasportava lì gli agenti del calciatore Pepè. In questi casi, pensammo tutti, se gli agenti si prendono la briga di atterrare a Dimaro significa che il Napoli ha chiuso già tutto. Pepè era indicato da tutti come il sosia di Mbappè, l’asso del Paris Saint Germain. Un grande colpo. Acquolina in bocca per Ancelotti e per migliaia di tifosi. Gli agenti ripartirono e tutti si aspettavano il cinguettio del presidente che avrebbe dovuto annunziare l’acquisto. Attesa vana. L’uccellino di Twitter rimase silenzioso e il giorno dopo Pepè firmò per l’Arsenal. Il Napoli non ci fece proprio una bella figura, anche se tutto lascia presupporre che De Laurentiis si sia bloccato davanti alle improponibili richieste dei famelici negoziatori del giocatore. Se così fosse avrebbe fatto benissimo. Ma questa è un’altra storia, sulla quale il calcio tutto e non solo De Laurentiis, dovrebbe interrogarsi per mettere una volta per tutte fine a questa vergognosa prassi che si è andata sempre più diffondendo.

Ma torniamo al caso di oggi. Ebbene, dimentichi dell’infortunio di Dimaro i responsabili del Napoli quest’anno si sono superati. Non più gli agenti famelici, ma il calciatore trattato in carne ed ossa che sbarca a Napoli, se ne va in giro per la città, incontra, tra l’imbarazzo generale, prima Gattuso e poi addirittura a Capri il presidente. Affare fatto. Osimhen, si chiama così il nuovo oggetto del desiderio, è sempre un sosia di qualcuno, questa volta di Drogba. Appartiene al Lille e sembra che la società non abbia mai effettivamente intavolato trattative serie con il Napoli. Ma se viene qui vuol pur dire che almeno un pour parler ci sia stato. Il ragazzo viene tranquillizzato, questa è una città che ha un porto di mare, campione dell’accoglienza, altro che razzista. Forse gli passano al telefono Koulibaly, ma non è certo. De Magistris va in brodo di giuggiole, lui lo ha sempre predicato il multilateralismo di Napoli aperta al mondo. Aveva persino armato una flotta per andare a raccogliere migranti quando il bieco Salvini aveva chiuso i porti.

Insomma Osimhen riparte e tutti si attendono nuovamente il cinguettio di don Aurelio. Aspetta e spera, ma l’ora non si avvicina. Il ragazzo di belle speranze, per il quale si dice che il Lille pretenderebbe addirittura 70 milioni, è come sparito nel nulla. Che ci sia ancora una volta dietro qualche squadra di Premier? Gli agenti (sempre loro) smentiscono furiosamente. Tutte balle. E allora che succede? A questo punto si prospetta l’incubo che il Napoli stia pe rimediare un’altra magra figura. Ve lo immaginate un giocatore che va nel quartiere generale della Juve, parla con Sarri e con Agnelli e poi svanisce? Incrociamo le dita.

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