Non so se c’è un solo brivido di piacere o di follia, fate un po’ voi, vedere questo Napoli di Gattuso che ora gioca senza un obiettivo preciso che non sia quello di fare quanti più punti possibile fino alla fine del Campionato per poi tirare le somme di una stagione ripresa per il rotto della cuffia ma che lo vede lontano 12 punti dal quarto posto, l’ultimo utile per entrare nella Champions League.

La quinta vittoria consecutiva è arrivata puntuale e senza grossi acuti contro una Spal modesta che Di Biagio ha mandato in campo con un inedito 4-4-2 con Cerri in tandem con Petagna per dare fastidio al confermato tandem Koulibaly-Maksimovic. In verità l’intera partita è sempre stata saldamente nelle mani del Napoli che a centro campo con un Lobotka autorevole ed Elmas e Fabian Ruiz a ribaltare l’azione, ha dettato tempi e spazio di gioco senza mai soffrire i tentativi offensivi della formazione estense. Forse, se c’è un appunto che Gattuso potrà fare ai suoi uomini è che il Napoli ha peccato nel non chiudere subito la partita, dovendo attendere 78 minuti per mettere il sigillo con Younes entrato da poco al posto di Callejon, ad una gara dominata pur senza strafare.

La Spal dal canto suo ha fatto quello che poteva, trovando il gol del provvisorio pareggio con l’azzurro Petagna, bravo a sfruttare un bel cross dalla sinistra di Fares e battere Meret con un sinistro angolato (30′). Poi l’unico sussulto è arrivato nella ripresa, con un bel tiro di Valoti (56′) che ha impegnato il numero uno azzurro con una deviazione bassa alla sua sinistra.

Per il resto è stato sempre e solo Napoli, nel bene e anche nel male, cioè senza forzare mai i tempi di gioco per “ammazzare” la partita già nei primi minuti di gioco. Infatti la rete dopo 4 minuti realizzata da Mertens con un delizioso pallonetto su Letica in uscita dopo l’assist centrale di Fabian Ruiz, rete prima annullata da Pairetto poi convalidata dopo il controllo Var, sembrava il possibile La per una goleada azzurra. Che non c’è stata. Anzi il Napoli versione 2 mandato in campo da Gattuso con Lobotka, Elmas, Hysaj ed il tridente sarriano Callejon-Merten-Insigne, ha dato la sensazione di non voler mai forzare i ritmi di gioco limitandosi a controllare una Spal volenterosa ma niente di più. Così il primo tempo è scappato via senza troppi sussulti se non per il pareggio spallino arrivato su un contropiede nato dopo che Insigne aveva colpito il palo della rete difesa da Letica e la quasi immediata riposta azzurra. Per Gattuso infatti non c’era neanche il tempo di imprecare per la insostenibile leggerezza con cui gli azzurri giocavano che è arrivato il gol del nuovo vantaggio realizzato da Callejon, servito da Elmas, a sorprendere le difese avversarie. Lo spagnolo, con il baffetto alla Clark Gable, era bravo a controllare la sfera e far partire un diagonale con il destro che non dava scampo a Letica (36′). Il gol annullato a Insigne e sarebbe stato il tris del tridente, per un millimetrico fuorigioco di spalla di Mertens, chiudeva la prima parte di gara.

La ripresa, giocata a ritmi sempre più lenti per il caldo e la stanchezza, non offriva molti altri spunti. Nessuna delle due squadre voleva allungarsi e nessuna delle due pur provandoci, è riuscita a far allungare l’altra. Il Napoli però, anche dopo la girandola di sostituzioni, ha dimostrato di avere il pregio di essere ora una squadra capace di rimanere sempre sul pezzo. Difesa attenta e centrocampo deciso a tenere pallino del gioco e baricentro alto, sotto la sapiente regia di Lobotka, di un Elmas giocatore a tutto campo, ed un Fabian Ruiz ispirato come uomo assist. La vittoria, come detto, non è mai stata in discussione ma quel che conta è che questo Napoli pur alternando diversi giocatori, non modifica l’atteggiamento di squadra concentrata che vuole giocare per divertirsi quando c’è da attaccare ma anche sapendo soffrire quando c’è da fare muro e subire il possesso palla avversario. È arrivata così la quinta vittoria consecutiva. Con Ancelotti non era mai accaduto. Però l’Atalanta resta ancora a 12 punti mentre la Roma, sconfitta dal Milan, è ora a solo 3 lunghezze. E tra giovedì e domenica il calendario propone proprio le due sfide contro nerazzurri orobici e giallorossi. Soprattutto a Bergamo il Napoli avrà l’occasione per vendicare lo “scippo” dell’andata al San Paolo. Ci sarà da soffrire contro la squadra di Gasperini, ma nelle partite contro le grandi, gli azzurri hanno già dimostrato ampiamente che per loro e per Gattuso un calcio alternativo, pragmatico e attento, è praticabile e anche… vincente.