José Maria Callejon esulta al termine di un incontro
José Maria Callejon

Calciatori così non se ne vedono. Una perla rara, un uomo prima ancora che un atleta. Josè Callejon era dato in partenza anticipata, si era detto che la partita di domenica sera con la Spal al San Paolo avrebbe anche decretato la fine della sua avventura a Napoli. In scadenza di contratto e senza rinnovo lo spagnolo avrebbe preferito tornarsene in patria e non completare il campionato.

Tutte fake news. Spaventose balle. Callejon non vuole affatto lasciare l’Italia e il Napoli ed ha comunicato o alla società la disponibilità a giocare senza percepire ulteriori stipendi né bonus. Luglio e agosto gratis, di fatto, visto che l’andaluso non ha accordi con nessun altro club e ha sempre dato priorità alla permanenza in azzurro.

L’unica richiesta fatta dal giocatore è una copertura assicurativa che lo metta al riparo in caso di infortuni.

De Laurentiis dovrebbe fargli una statua d’oro. Perché uno così difficilmente lo si trova in un mondo dove il danaro ha preso il sopravvento, dove il mostrarsi è una componente essenziale. Questo ragazzo invece è sbarcato a Napoli, ha subito sorpreso tutti per il suo attaccamento alla maglia e in sette stagioni, quale che fosse l’allenatore, è diventato indispensabile. Le ha praticamente giocate tutte, con Benitez, con Sarri, con Ancelotti e con Gattuso che solo alla ripresa del torneo gli ha concesso un po’ di respiro.  Ora però che sa di poterlo utilizzare fino alla fine del campionato ed anche per il match con il Barcellona vedrete che Rino lo restituirà al suo ruolo di titolare.

Di fronte ad un gesto del genere ora De Laurentiis ha una sola via: presentarsi al giocatore con un assegno in bianco, tenerselo per altri due anni e chiedergli di segnare lui la cifra. Tanto non corre rischi. Un galantuomo come Callejon segnerà la cifra giusta.