Questa è un’Italia davvero strana. Più di quattrocento criminali, alcuni dei quali addirittura al 41 bis vengono scarcerati perché, essendo seriamente malati, rischiano (in carcere) di contrarre il coronavirus. Poi lo Stato (il ministro Bonafede) fa marcia indietro ed ora molti hanno ripreso la via delle patrie galere.

Poi c’è un giornalista famoso, coinvolto delle vicende del bunga bunga di Berlusconi e condannato in via definitiva per un reato molto vicino all’induzione alla prostituzione. Ora qualcuno in Italia può seriamente pensare che Emilio Fede, giornalista Rai  e Mediaset di lunga militanza, inviato di guerra, direttore di testate per decenni, possa veramente avere a che fare con la prostituzione? Nessuno ovviamente. Ma così va. Lui stesso sorride quando ripensa al calvario giudiziario. Ebbene dopo la condanna definitiva deve scontare quattro anni di pena agli arresti domiciliari, a Milano. La moglie, Diana De Feo vive a Napoli. Emilio Fede ieri sera festeggiava 89 anni. Non sappiamo come, se in aereo, in treno o in auto è “evaso” dai domiciliari ed è venuto a Napoli a festeggiare le 89 candeline con la moglie. Certo, un reato, a prescindere dalla credibilità della sentenza di condanna. Ma se i boss assassini condannati all’ergastolo possono godersi un po’ di libertà pensate davvero che possa, al di là del tecnicismo giuridico, concretizzarsi questo tipo di reato in capo ad un vecchio giornalista che vuole solo spegnere 89 candeline con una serata romantica insieme alla moglie sul lungomare di Napoli?

E invece no. Il tutto lo rivela il Roma. Fede era appena arrivato nel ristorante quando sei carabinieri in borghese sono sopraggiunti nel locale e hanno invitato il popolare giornalista a rientrare in hotel. Nei fatti lo hanno riarrestato. Fede è accusato di evasione dagli arresti domiciliari avendo lasciato la sua abitazione di Milano, dove, dopo aver scontato sette mesi, doveva completare la pena con 4 anni di servizi sociali. 

L’ufficiale dei carabinieri gli ha consegnato la richiesta del magistrato di Milano in cui il giornalista viene considerato latitante per evasione, avendo lasciato la sua abitazione di Milano, dove, dopo aver scontato 7 mesi di domiciliari, doveva completare la pena con 4 anni di servizi sociali. In attesa dell’autorizzazione del giudice del tribunale di sorveglianza milanese, che in giornata avrebbe dato l’ok al suo viaggio a Napoli, Emilio Fede, dopo aver informato i carabinieri di Segrate, era partito alla volta di Napoli in treno per raggiungere la moglie, l’ex senatrice di Forza Italia Diana De Feo, nella sua abitazione napoletana. Il giornalista sarebbe poi rientrato a Milano giovedì prossimo. I carabinieri, dopo averlo scortato in albergo e interrogato, anche in contatto con il suo avvocato milanese, gli hanno intimato di non uscire in attesa della decisione del giudice che verrà presa stamattina per la convalida. Fede dovrebbe, comunque, far rientro subito nella sua abitazione a Milano. La moglie, visibilmente sotto choc, ha fatto rientro a casa.