Verona – Napoli: le sorti del match si decideranno a centrocampo

da | Giu 22, 2020 | Calcio Napoli

Si ricomincia anche in campionato. Altro giro, altra giostra. E che giostra. Perché per riprendere l’inseguimento al quarto posto, ultimo piazzamento utile per la prossima Champions League, il Napoli oltre a vincerle tutte, o quasi, deve pure contare sul fatto che anche i risultati di Atalanta e Roma gli diano una mano. Il travolgente successo nel recupero contro il Sassuolo della squadra di Gasperini ha riportato a 12 i punti di distacco dalla quarta posizione. Un margine ampissimo che rende titanica, se non impossibile, l’impresa visto che anche la Roma riprende il torneo da un rassicurante +6 sugli azzurri. Ma se nella capitale tira brutta aria, a Bergamo c’è voglia di ripresa e dimenticare, guardando al futuro, alla tragedia vissuta.

Questa premessa era indispensabile per dire che se Gattuso non dovesse farcela, non sarà certo colpa sua la mancata partecipazione alla prossima Champions, però tale disamina non deve precludere che il Napoli recuperi punti importanti attraverso prestazioni vincenti e convincenti che diano un segnale forte e preciso del Napoli che sarà. A cominciare da questa ostica trasferta in quel di Verona contro un Hellas fortemente motivato dopo la vittoria nel recupero di campionato contro il Cagliari che ha proiettato la formazione scaligera a 38 punti, uno solo in meno degli azzurri. Uno scontro diretto in piena regola, dunque, che per i veronesi può significare sorpasso in caso di vittoria e rinnovate e malcelate ambizioni europee.

Formazione tosta e ben allenata da Juric, il cui nome è stato più volte accostato al Napoli in un recentissimo passato quando Gattuso era in grosse difficoltà, il Verona si presenta a questa sfida con credenziali tutt’altro che da provinciale. Il tecnico, infatti, come Gattuso ha impostato la sua squadra sulla solidità difensiva e non è un caso che con i soli 27 gol subiti la retroguardia gialloblù sia la quarta del campionato dietro solo a quelle di Lazio (23), Juve (24) e Inter (25). Ma non è solo la difesa la forza di questo Verona. Infatti Juric ha costruito con il suo 3-4-2-1 un undici capace di sviluppare veloci giocate di rimessa potendo contare dal centrocampo in avanti su elementi di grande movimento e rapidità in grado di ribaltare l’azione con pochi passaggi. E non è un caso che molte squadre, tra cui il Napoli, abbiano messo sul proprio taccuino i nomi di diversi giocatori di Juric. Il Napoli ben quattro: Rrahmani, Kumbulla, Amrabat e Faraoni, riuscendo però a chiudere la trattativa a gennaio per il solo Rrahmani visto che Kumbulla e Amrabat hanno preferito o preferiscono altre destinazioni come il centrocampista olandese di origini marocchine che ha già chiuso da mesi l’accordo con la Fiorentina di Commisso. Resta ancora aperta la trattativa con Faraoni, cresciuto nelle giovanili dell’Inter e già all’Udinese, elemento ancora abbastanza giovane e molto maturato con Juric che, dopo l’ormai certo addio di Callejon, è sicuramente uno dei pochi esterni italiani in grado di svolgere con costrutto le due fasi di chiusura e di rilancio della manovra sulla fascia destra.

Proprio a centrocampo, a nostro avviso, si decideranno le sorti di un match molto più equilibrato di quanto i valori tecnici facessero pensare alla vigilia del campionato. La lunga inattività costituisce un ulteriore elemento di livellamento e di possibile sorpresa anche se la capacità e la voglia di vincere sia dei due tecnici che delle squadre non sembra sia stata sminuita dalle vicende Covid-19. Sarà, insomma, di sicuro una gara intensa, emotivamente valida e dagli elevati toni agonistici, come si addice a due allenatori grintosi che si affideranno al loro carattere per motivare al massimo i propri giocatori e iniziare al meglio questo tour de force che terminerà solo ad agosto. Tre partite a settimana, il prevedibile caldo e un alto tasso di umidità, sono peraltro aspetti da non sottovalutare e che possono incidere notevolmente dal punto di vista fisico e della prestazione di squadra. Ecco perché sia Gattuso che Juric valuteranno bene dettagli e scelte per evitare stress eccessivi ai giocatori. L’Hellas dovrà rinunciare a Borini squalificato, ma Zaccagni, Veloso, Di Marco a centrocampo, Stepinsky, Salcedo e il “vecchio” Pazzini in attacco sono soluzioni buone sia ad inizio gara che in corso di partita, così come Gunter è alternativa di Empereur a sinistra nella difesa a tre.

Nel Napoli c’è voglia di proseguire al meglio il cammino dopo la vittoria in Coppa Italia, vincendo cioè quante più partite possibile. Perché se contro neroazzurri e bianconeri i due pareggi si sono rivelati… vincenti, in campionato bisogna vincere sul campo nei 90’ e passa minuti di gioco. A Verona, inoltre, Gattuso dovrà un tantino modificare anche l’atteggiamento tattico della squadra perché dovrà essere il Napoli a “fare” la partita utilizzando al meglio le risorse offensive senza tuttavia scoprirsi per prestare il fianco alle ripartenze dei veneti. E contro una formazione che ha valori importanti, ben organizzata e solida il Napoli dovrà confermare di avere imparato la formula di gioco di Gattuso anche nello sviluppo di una gara d’attacco che perciò si annunzia più complicata da un punto di vista tecnico e tattico. Saranno in campo e confermati Demme, Mertens e Fabian Ruiz, il primo affaticato dopo gli straordinari di Coppa, gli altri due reduci da piccole noie muscolari? Lobotka, Milik e Elmas scalpitano in attesa della loro chance da giocarsi. Un motivo in più di novità sono anche i 5 cambi che potrebbero avere un peso decisivo in molte gare visto che il caldo renderà ancor più faticosi gli impegni previsti ogni tre giorni. Juric e Gattuso perciò si giocheranno le loro carte anche dalle panchine. Verona- Napoli è l’inizio di un ciclo vitale non solo per i due tecnici ma anche per giocatori e società. Il Napoli per dimostrare di essere ancora e sempre una grande del calcio italiano. Il Verona di avere le carte in regola per diventarlo. Domani, per gli azzurri, la prima di 12 sfide da vivere in silenzio e in apnea, in attesa che il San Paolo torni a riempirsi di gioia.   

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EDITORIALE

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di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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