Doveri aveva appena fischiato la fine del match che già per Napoli sfrecciavano auto a tutto clacson. Fuochi d’artificio, balli, raid spericolati di gioia dei soliti temerari. Ma anche bottiglie di champagne. Una vittoria per esorcizzare il dramma del Coronavirus, i quasi tre mesi trascorsi in casa prigionieri dei virus. Un’esplosione collettiva scaturita dalla splendida vittoria dei ragazzi di Gattuso, questo giovane allenatore venuto a Napoli a raccogliere i cocci seminati da Ancelotti, onusto di gloria, ma rivelatosi un tecnico, probabilmente, superato dai tempi.

Non è stato facile piegare la Juventus dell’ex Sarri, lui gasato dalle improvvide dichiarazioni del pre-partita di De Laurentiis. Nonostante la Juve non sia allo stato quella che avevamo visto in campionato era pur sempre nei pronostici della vigilia data per favorita. E invece con una condotta di gara accorta, com’è nello stile di Gattuso, gli azzurri sono riusciti nell’impresa.

Alla fine ci sono voluti i calci di rigore ma il Napoli aveva meritato anche durante i 90 minuti di gioco la vittoria della sua sesta Coppa Italia. L’occasione più ghiotta è capitata proprio sul finire di gara al Napoli: è il 92esimo e sugli sviluppi del calcio d’angolo, Buffon salva sul colpo di testa a botta sicura di Maksimovic. Nel prosieguo dell’azione la palla finisce sui piedi di Elmas che, da due passi, calcia sul palo. Ancora decisivo Buffon. Prima di questo c’è da segnalare un tiro in avvio di gara di Ronaldo respinto da Meret, un palo di Insigne nel primo tempo su calcio di punizione e un tiro ravvicinato di Demme solo davanti a Buffon. E poi tanto gioco tattico e di studio. Insomma il Napoli l’aveva già vinta ai punti.

Tutto rimandato ai penalty e lì il Napoli diventa pergetto. A cominciare dal primo rigore parato da Meret che è stata una gioia immensa per il portiete finora panchinaro nelle gerarchie di Gattuso. Poi nessun azzurro ha fallito dal dischetto mentre la Juve ha sbagliato il tiro con Dybala e Danilo.

Il Napoli alza la sesta Coppa Italia

Un trionfo del cuore azzurro che è stato suggellato dall’abbraccio a fine gara a centrocampo tra i giocatori, il tecnico Gattuso e il presidente De Laurentiis. E proprio mentre dall’altra parte gli ex Sarri e Higuain erano scuri in volto e persi nella sconfitta. Forza Napoli!

Finisce con i giocatori a cantare a centrocampo O’ Surdato Nnammurato e il capitano Insigne (migliore in campo) a mostrare fiero la sua Napoletanità.