Le pagelle: giganti Meret e Maksimovic. Spento Fabian Ruiz

da | Giu 17, 2020 | Calcio Napoli

Carlo Zaciani

Meret 7,5

Ha guardato Dybala con il ghigno freddo e imperturbabile. L’argentino come stordito gli ha tirato il rigore addosso. Ed è nata da qui la vittoria di Coppa del Napoli. Chi temeva che il lungagnone friulano potesse smarrirsi sotto il peso delle responsabilità è stato smentito. Riflessi sempre pronti, mostra subito una sorta di fatto personale con Cristiano Ronaldo, gli neutralizza prima un tiro dalla distanza e poi lo anticipa in uscita. Per il resto una serata da braccia conserte, la Juve con il suo stucchevole arrembaggio non gli ha procurato alcun disturbo

Di Lorenzo 6,5

Con il Napoli tutto chiuso a riccio ha poca libertà di manovra e si limita alla fase di contenimento. Ma dimostra di sapersi adattare anche alla sola fase difensiva, non a caso Gattuso lo ha schierato centrale quando gli sono mancati i titolari per infortunio.

Mario Rui 6,5

Valgono per lui le stese considerazioni espresse per Di Lorenzo. Nel secondo tempo ha provato qualche inserimento, quando la squadra si è sbilanciata in avanti. Inspiegabilmente nervoso si è fatto ammonire e Gattuso per evitare guai maggiori lo ha sostituito con Hjsay.

Maksimovic 8

E’ decisamente il suo momento migliore da quando veste la maglia del Napoli. Un gigante sui colpi di testa in area, preciso nella marcatura e nell’appoggio, nei momenti di maggior pressione della Juve domina letteralmente l’area. Spietato anche come rigorista, una novità assoluta. Bisogna darne atto a Gattuso, che evidentemente lo aveva sperimentato in allenamento.

Koulibaly 7

Se c’è da combattere non si tira certo indietro. Sta lentamente ritrovando la vena antica. Un paio di interventi risolutori alla sua maniera e soprattutto una capacità di vigilare sui cross straordinaria. Era sempre al posto giusto. Sulla via della rinascita, sarà un punto di riferimento per il tecnico in vista del campionato

Fabian 5,5

Un ectoplasma. Penalizzato soprattutto nel primo tempo dalla predisposizione tattica, non è mai entrato nel vivo del gioco. Forse risente ancora del fastidio muscolare. Non si capisce perché Gattuso lo abbia mandato in campo, tenendo a bagno maria Allan. Ma anche i centrocampisti bianconeri non è che abbiano fatto granché, quindi il danno alla fine è risultato irrilevante.

Demme 6,5

Questa volta al contrario della prestazione contro l’Inter si piazza al centro del campo e cattura e smista un numero infinito di palloni. Riesce spesso anche ad inserirsi e alla fine del primo tempo arriva anche a tu per tu con Buffon, facendosi murare un tiro sul quale avrebbe invece dovuto avere la freddezza di tentare il pallonetto. Ma non è un attaccante e certe finezze gli riescono difficili. Un catalizzatore di palloni fenomenale, è l’uomo che ha rivitalizzato il gioco del Napoli. Se fosse arrivato prima chissà ora…. E pensare che il Lipsia se ne è privato per soli dieci milioni. Valli a capire questi dirigenti del calcio.

Zielisnki 6

Non pervenuto nel primo tempo, avulso dal gioco e dalla manovra, si intestardisce in problematiche virate che non portano da nessuna parte. Meglio decisamente nella ripresa, fino alla sostituzione abbastanza incomprensibile nel finale. Poteva tornare utile come rigorista.

Callejon 5.5

Sbaglia una serie incredibile di appoggi in ripartenza e crea non pochi grattacapi ai compagni. Se vede che non gradisce il catenaccio e il contropiede, è uno che sa anche sacrificarsi, ma predilige l’attacco ragionato. Sacrificato nel contenimento spesso si è pestato i piedi con Di Lorenzo. Fuori fase, cede il posto a Politano che mostra tutt’altra verve

Mertens 5,5

Poca gloria, qualche fallo di troppo. Ma non è colpa sua se Gattuso ha deciso di ripercorrere le antiche strade di Nereo Rocco (con risultati più che positivi, bisogna ammetterlo). Peraltro non è al meglio della condizione fisica e il tecnico giustamente lo manda negli spogliatoi in anticipo. Peccato davvero, perché avrebbe meritato, quanto meno su rigore, di festeggiare il rinnovo del contratto con il Napoli.

Insigne 7

Un palo su punizione, l’occasione più incisiva del primo tempo. Sacrificato anche lui in fase di ripiego, comunque ha sempre il lampo che può decidere. Implacabile sul primo calcio di rigore, che fa seguito a quello sbagliato da Dybala e incanala la lotteria subito favorevolmente per il Napoli.

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EDITORIALE

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