di Mimmo Ronga

 Il 17 giugno è la Festa di San Ludovico da Casoria. Il corpo ricomposto del santo fu visibile nella Basilica di Santa Chiara per un anno: dal 1 novembre 2018 (quando la nuova urna trasparente sostituì il piccolo reliquiario che conteneva le ossa del Santo dal 23 novembre 2014 quando fu canonizzato a Roma da Papa Francesco) al 25  novembre 2019 quando fu trasferito all’Ospizio Marino di Via Posillipo, 24, dove tuttora è visibile nella piccola cappella, collocata al piano spiaggia dell’Ospizio Marino sottoposta di 94 gradini rispetto al piano stradale. Nell’ospizio c’è una piccola comunità delle Suore Francescane Elisabettine Bigie.

Dopo quattro anni dalla canonizzazione di San Ludovico da Casoria, fu realizzata, a somiglianza dell’urna trasparente che mostra il corpo di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo, l’attuale urna che mostra il corpo del Santo nella sua naturale conformità anatomica ricoperto dal saio francescano.

Lo scheletro conservato integralmente fu ricostituito dai periti medici, Michele Papa, Ordinario di Anatomia umana normale dell’Università Luigi Vanvitelli di Napoli, da Rosanna Maria Anna Costanzo, ricercatrice di Anatomia patologica della medesima Università –e da Domenico Ronga, primario emerito dell’Istituto Pascale di Napoli.

Il corpo è visibile nell’immagine plastica del momento del trapasso che avvenne alle ore 7.15 del 30 marzo 1885 nell’Ospizio Marino di Posillipo. La realizzazione dell’opera fu fortemente voluta dal dott. Domenicp Ronga. nativo di Casoria e devoto del Santo.

Padre Ludovico da Casoria è stata una figura di grande spessore del XIX secolo, non solo nella città di Napoli, ma anche ad Assisi, a Firenze, a Roma, in Africa e nella penisola Sorrentina con le sue opere di carità.

Fu autore di oltre 240 ppere di carità, molte delle quali ancora oggi attive e non solo nella città di Napoli. Per la realizzazione delle sue tante opere di carità ebbe la collaborazione non solo di illustri personalità religiose quali il Cardinale Sisto Riario Sforza ed il Cardinale Guglielmo Sanfelice, ma anche di uomini illustri del suo tempo: laici, se non addirittura miscredenti quali Paolo Emilio Imbriani e Luigi Settembrini.

Padre Ludovico da Casoria fondò ospizi, scuole per bambini poveri, da lui chiamati “accattoncelli“, comprò e liberò dalla schiavitù bambini e bambine africane “i moretti e le morette“, pose in opera laboratori di artigianato (tipografie, ebanisterie, sartorie, scuole di musica ecc.).
Accoglieva orfanelli, poveri, anziani, senza fissa dimora e sacerdoti anziani ed infermi.
Fondò il Collegio “La carità” che vide tra gli allievi anche Salvatore Di Giacomo e Benedetto Croce che definì Padre Ludovico da Casoria il San Francesco del XIX secolo.

Fu apprezzato e fu confessore del Re Ferdinando II di Borbone e fu apprezzato anche da Giuseppe Garibaldi che rimase colpito dalle attività di carità e di pratica infermieristica dei Frati Bigi la cui Congregazione fu fondata da Padre Ludovico da Casoria come anche la Congregazione delle Suore Francescane Elisabettine Bigie, tuttora operanti in tutto il mondo.

I Frati Bigi operavano negli ospedali da campo ed in quelli strutturati con lo stesso zelo e sacrificio sia verso i soldati feriti del Re Borbone sia verso i soldati garibaldini.

Padre Ludovico da Casoria non fu soltanto “il fraticello della carità sfrenata” così definito da Papa Leone XIII con il quale aveva rapporti confidenziali, fin da quando non ancora Papa il Cardinale Gioacchino Pecci di Perugia incoraggiò Padre Ludovico a fondare ad Assisi l’Istituto per bambini ciechi e sordomuti. Quest’opera è tutt’ora attiva nel luogo della Piazza di San Francesco ad Assisi.
Padre Ludovico da Casoria con tante personalità laiche e cattoliche dell’Ottocento fondò “circoli politici” ed incoraggiò l’impegno in politica degli intellettuali dell’epoca nel Parlamento Italiano appena costituitosi dopo l’Unità d’Italia 1860-1870.

Nella seconda metà dell’Ottocento era ancora forte il legame di tanti intellettuali per il regime borbonico per cui si autoescludevano dall’impegno politico per lo Stato unitario.

Prima di don Luigi Sturzo è stato proprio Padre Ludovico da Casoria a risvegliare nei più importanti rappresentanti “dell’intellighenzia cattolica meridionale” l’impegno politico.

Padre Ludovico da Casoria guidò l’inizio delle attività di carità dell’avvocato Bartolo Longo, dandogli consigli importanti per la fondazione della Basilica dedicata alla Beata Vergine del Rosario a Pompei. La riconoscenza di Bartolo Longo fu testimoniata dalla collocazione della statua dedicata a Padre Ludovico da Casoria nel corridoio antistante l’ingresso della medesima Basilica.

La biografia di Padre Ludovico da Casoria fu scritta dal Cardinale Alfonso Capecelatro dopo solo due anni dalla sua morte.

Papa Giovanni Paolo II proclamò Beato Padre Ludovico da Casoria il 18 aprile 1993 e Papa Francesco lo proclamò Santo il 23 novembre 2014. L’urna trasparente contenente il suo corpo nell’immagine plastica del momento del trapasso, fu visibile a tanti fedeli, turisti, cittadini di Casoria, devoti nella Basilica di Santa Chiara dove era stata posta in una cappella per il tempo di un anno.

La devozione verso questo grande Santo napoletano incominciava ad estendersi e la conoscenza della sua vita dava emozione con richieste di intercessioni come si chiede ai santi che per le loro peculiari virtù sentiamo vicini.

Questo flusso continuo di preghiere davanti all’urna di San Ludovico da Casoria è stato interrotto da novembre 2019 quando le Suore Francescane Elisabettine Bigie hanno voluto riportare l’urna con il corpo del Santo nell’Ospizio Marino di Posillipo dove fu conservato dal 1887 fino alla sua canonizzazione nel 2014.

Vero è che oggi non veneriamo l’umile Frate Padre Ludovico da Casoria, bensì siamo davanti a San Ludovico da Casoria che appartiene alla Chiesa, appartiene a tutti e per questo non è possibile poterlo venerale in un luogo quasi inaccessibile qual è l’Ospizio Marino di Via Posillipo, 23 dove, in una strada angusta non è possibile parcheggiare un’auto e non è facile neanche raggiungerlo con i mezzi pubblici.

La Chiesa di Napoli con la sua massima Autorità che la rappresenta ed in collaborazione con la Congregazione delle Suore Francescane Elisabettine Bigie, ha l’obbligo morale di decidere e trasferire il corpo del Santo in un luogo sacro dove, in modo adeguato, possa essere conosciuto, venerato e frequentato San Ludovico da Casoria, gloria delle Città di Casoria e di Napoli che lo videro instancabile operatore di carità verso gli ultimi ed i diseredati di ogni ordine e grado.