Rino Gattuso ieri in campo durante Napoli-Torino

E stato un pareggio sofferto ma l’obiettivo è stato centrato: una qualificazione alla finale di Coppa Italia che ha già il sapore del successo per Rino Gattuso, l’uomo che ha cambiato il Napoli. Dopo la partenza shock sulla panchina azzurra, con quattro sconfitte in cinque partite in campionato, Ringhio ha rimesso sulla rotta giusta la barca azzurra. E il Napoli, a furia di strigliate in allenamento e “cazziatoni” durante le partite, è tornato ad essere una squadra e si è ricompattato proprio attorno al tecnico campione del Mondo nel 2006 in Germania con la Nazionale.

Dopo l’uscita dal tunnel in campionato, dove gli azzurri hanno infatti avviato una lenta risalita verso le prime posizioni, il Napoli di Gattuso ha anche una partecipazione alla Champions League ancora tutta da scrivere: all’andata nella gara col Barcellona finì 1-1 al San Paolo ma Messi e compagni hanno subito la veemenza di Demme e compagni. Ma soprattutto, adesso, c’è una finale di Coppa Italia da disputare, la terza nell’era De Laurentiis che già ne ha vinte due e vorrebbe rispettare il proverbio famoso secondo cui “non c’è due senza tre”.

Finale che, però, non vedrà la presenza di un uomo simbolo, uno dei protagonisti della svolta del Napoli, quella che può essere considerata la vera scommessa vinta da Gattuso: David Ospina. Il numero uno colombiano, infatti, ha rimediato un giallo che non gli consentirà di difendere la porta del Napoli contro la Juventus e dovrà lasciare il posto al compagno più giovane Alex Meret rispetto al quale si era imposto come titolare nelle gerarchie di Gattuso proprio dopo la partita di campionato al San Paolo contro l’Inter persa per 3-1 dagli azzurri complice una papera di Meret. Dall’Inter in campionato all’Inter in Coppa Italia: la prestazione positiva di ieri di Ospina, seppur con un errore ad inizio gara sul gol di Eriksen, ha suggellato ancora una volta la saggezza della decisione di Gattuso che al momento continua a preferirlo a Meret. E non solo per i piedi buoni, ma anche per il carisma e l’aiuto che sa dare ai compagni. Oltre che per gli assist agli attaccanti, come accaduto ieri sera con quello per Insigne che si è rivelato decisivo per la qualificazione alla finale di Coppa Italia.