Insigne risponde alle critiche per la nuova Lamborghini

da | Giu 13, 2020 | Calcio Napoli

“Le polemiche sulla mia nuova auto? Se aveste visto meglio l’immagine c’è mio figlio alla guida con una felpa Versace e jeans Amiri, ma non vedo dove sia il problema. Il fatto è che io vengo dal fondo, a differenza di tutti quelli che mi criticano.Sapete tutti da dove vengo, dal nulla”. Risponde così Lorenzo Insigne ai microfoni di Emis Izzo Giambelli di DalBasso.it‎ alle critiche per la nuova Lamborgini, il regalo ricevuto dalla moglie per i suoi 29 anni.

“Mio padre – spiega Insigne – lavorava tutti i giorni per cercare di non cadere in mano alla camorra, aveva un carrello ambulante di frutta, mamma lo aiutava come poteva ma era zoppa e non poteva camminare a lungo.In molti mi prendono in giro perché non so parlare bene in italiano, la verità è che a 12 anni invece di andare a scuola andavo ad aiutare papà a lavoro, altro che studiare.La mattina uscivamo alle 5, caricavamo il carrello e poi in giro per tutta Napoli a vendere. In ogni condizione, sia con la pioggia, che con il sole battente. E mica esistevano giorni liberi o ferie.Quando papà non vedeva prendevo una mela e iniziavo a palleggiare per sfogare la mia rabbia, dopo un anno facevo quel che volevo con le mele.Fu così che iniziai a palleggiare con le pesche, che erano un po’più piccole, fino ad arrivare alle ciliegie. Un giorno arrivammo fino a Castel Volturno, non riuscivamo più a vendere nelle altre zone perché facevamo concorrenza agli ambulanti della camorra, e lì fui notato da un osservatore del Napoli mentre palleggiavo con una ciliegia col destro, e sbucciavo le nespole con il sinistro.Lì ci fu la svolta; la mattina uscivo con papà, facevamo un giro nuovo in modo da arrivare nel pomeriggio a Castel Volturno per gli allenamenti, poi la sera andavo in piazza a palleggiare con la frutta con il boccino delle offerte. Volevo differenziarmi dai falsi invalidi. Il resto – conclude – è tutto frutto di sudore, determinazione e umiltà; quella c’entra poco con i miei capi firmati, se spendo due pali da Gucci è perché da bamboccio giravo con gli abiti usati.”

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