Il presidente dei virologi: “Virus meno aggressivo, possiamo liberarci delle mascherine”

Dopo Tarro figura di diritto al secondo posto tra gli scienziati più ottimisti di questa drammatica parentesi dell’epidemia da Coronavirus. E non è uno qualsiasi, basta soffermarsi sul suo titolo: presidente della società italiana di virologia. Parliamo di Arnaldo Caruso, che non smette di guardare al futuro, immediato e prossimo con cautela sì, ma anche con molta speranza.

Potrebbero non essere più necessarie mascherine, distanziamento sociale e sanificazioni“. È l’ultima delle sue dichiarazioni. Secondo Caruso il coronavirus è diventato meno aggressivo e nelle ultime settimane stanno calando non solo i contagi, ma anche la carica virale che viene trovata nei tamponi.
“Questo perché il virus si sta adattando all’uomo diventando meno pericoloso, anche se per il momento non si possono escludere concause come l’effetto delle temperature più elevate e il filtro dovuto alle mascherine e alle distanze”.

Poi Caruso affronta anche il tema della temuta “seconda ondata” in autunno: “Il virus potrebbe avere ulteriori ricombinazioni e ripresentarsi più innocuo o aggressivo. In genere però dovrebbe smorzarsi e potrebbe diventare davvero come un’influenza”.
Previsioni ulteriori anche sui dati che emergeranno nel prosieguo del mese d giugno, dopo le riaperture messe in atto dallo scorso maggio. Secondo il virologo ci sarà “un ritorno del contagio molto limitato e con una sintomatologia modesta. E per dire qualcosa di azzardato, prendere il Coronavirus nelle prossime settimane potrebbe avere il risvolto positivo di raggiungere un’immunità di gregge”.
Tutto è certamente pronto per fronteggiare un’eventuale ripresa dell’epidemia nelle prossime settimane e, a maggior ragione, a un’ipotetica seconda ondata a ottobre/novembre. Il Ministero della Sanità sottolinea che si è lavorato su tre fronti: ospedali, rete territoriale e personale.

Ma se le cose dovessero andare nel miglior modo possibile, in un futuro non troppo distante potremmo addirittura dismettere le mascherine, magari anche nei luoghi pubblici e al chiuso.
Sul tema mascherine è intervenuta anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, rammentando il fatto che i dispositivi di protezione individuale, da soli, limitano in gran parte la percentuale di contagio.
L’Oms invita quindi i governi a incoraggiarne l’uso laddove la diffusione del virus è particolarmente aggressiva (come in Brasile in questi ultimi giorni) e facendo attenzione soprattutto all’utilizzo di mezzi pubblici, ai negozi, ai luoghi affollati e chiusi.
L’invito di usare una mascherina medica è rivolto inoltre agli operatori sanitari che non trattano pazienti Covid-19 e ai soggetti over 60 o con patologie pregresse. Gli altri possono tranquillamente utilizzare quella a tre strati.