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In queste ore il consiglio dei ministri fisserà definitivamente la data delle elezioni regionali, che si terranno il 20 o più prevedibilmente il 27 settembre.

Con grande dispetto per De Luca, che avrebbe voluto tenerle a luglio per incassare, senza grandi problemi il consenso rimediato durante tutta questa lunga fase di gestione dell’epidemia. Il governatore uscente sa bene, da vecchio marpione della politica, che fino a settembre tante cose potrebbero cambiare e avrebbe voluto invece mettere subito al sicuro la sua poltrona. D’altronde, passato il momento critico, ora si sta sforzando, come dimostrano abbondantemente le cronache di questi giorni, di farsi promotore di tante iniziative che hanno un chiaro sapore elettoralistico.

Il campanello d’allarme, per lui, è già suonato. Il risultato di un sondaggio lo ha messo in ansia: se Caldoro fosse il suo avversario e si presentasse con il centrodestra compatto, al momento starebbe un solo punto al di sotto di De Luca. Il che vorrebbe dire, nonostante la campagna acquisti recente (Mastella ha di nuovo cambiato bandiera) che la lotta a settembre sarà davvero dura.

Ma c’è un ma… Il centrodestra è tutt’altro che coeso. Salvini continua ad osteggiare la candidatura dell’ex governatore e ancora non ha proposto un candidato alternativo per la semplice ragione che non è riuscito a trovarlo. Aveva pensato ad un imprenditore di successo, ma sia D’Amato che Grimaldi gli avrebbero detto di no. E sinceramente non ha grande appeal la eventuale candidatura del salernitano Aurelio Tommasetti, ex rettore dell’Università di Fisciano, che non è riuscito a farsi eleggere al Parlamento.

Caldoro del resto è anche osteggiato all’interno del suo partito. La Carfagna non ha mai fatto mistero della sua contrarietà, anche se nelle ultime ore sembra che vi sia stato, da parte sua, un ammorbidimento. L’altro grande oppositore, Severino Nappi, è passato armi a bagagli con la Lega (suscitando un certo malumore tra i leghisti della prima ora) e quindi diciamo che all’interno di Forza Italia è venuta a mancare una voce critica.

Quanto a Fratelli d’Italia non ha alcun particolare problema a sostenere Caldoro, a patto, però che in Puglia il candidato governatore sia Fitto, secondo gli accordi presi con la Lega un anno fa. Se Salvini dovesse impuntarsi tutto si rimetterebbe in discussione.

In definitiva De Luca non si sente più sicuro di vincere come un mese fa. Ma i suoi avversari stanno facendo di tutto per ridargli la tranquillità perduta.