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Dopo le frizioni delle settimane scorse tra magistrati e avvocati, da lunedì prossimo al Tribunale di Napoli si riprende ritmo. Un colpo all’acceleratore dopo il difficile avvio (il 12 maggio) della fase 2 di allentamento del lockdown dovuto all’emergenza Coronavirus. Più udienze per recuperare il tempo perduto.

Premesso che “l’attuale andamento positivo  della situazione epidemiologica consente una adeguata riprogrammazione delle attività giudiziarie del settore penale”,  il presidente del Tribunale,  Elisabetta Garzo  (prima donna presidente del Tribunale di Napoli, insediatasi a fine febbraio scorso),  con decreto 140/2020 ha disposto che vi sarà un maggior numero di processi che saranno trattati quotidianamente dall’8 giugno in poi.  Una svolta.

 Per quanto riguarda i processi di rito collegiale, si passerà dai tre che sinora venivano trattati ai 5 o 6 processi collegiali al giorno, per ciascun collegio (stabilendo l’orario di inizio di ciascuno e, ove possibile, una rigorosa calendarizzazione delle attività da svolgere, così garantendo l’osservanza di tutte le condizioni di sicurezza per la salute dei giudici, degli ausiliari e delle parti presenti). L’elenco dei processi con indicazione dell’orario  di trattazione  sarà pubblicato sul sito istituzionale del Tribunale almeno sette giorni prima di quello fissato per la celebrazione dell’udienza.

Quanto ai procedimenti di rito monocratico, ciascun giudice tratterà non più cinque processi monocratici ma dieci al giorno (“individuati secondo l’ordine descritto al punto 10 del protocollo di intesa stipulato con la Procura”). I processi non inclusi tra quelli da trattare saranno rinviati in udienza nella fascia oraria dalle 9 alle 10,30. I processi che saranno effettivamente celebrati saranno individuati e comunicati mediante pubblicazione sul sito istituzionale del Tribunale, almeno sette giorni prima di quello fissato per l’udienza, di un apposito elenco con date, orari e le altre indicazioni.

Le segnalazioni di urgenza o le richieste di trattazione provenienti dalle parti dovranno pervenire in cancelleria,  almeno quindici giorni prima dell’udienza,  a mezzo posta elettronica certificata.

“Non saranno inclusi nel numero massimo di processi/procedimenti da trattare  quelli per i quali le parti acconsentano alla trattazione da remoto, ove consentita dagli strumenti tecnici a disposizione”.

Procedimenti e processi saranno celebrati a porte chiuse, senza partecipazione di pubblico. “I difensori  avranno cura di recarsi in Tribunale nel rigoroso rispetto dell’orario loro comunicato e potranno sostare nelle aree antistanti l’aula di udienza osservando il prescritto distanziamento sociale e usando i dispositivi di protezione individuale”.

 Anche per i giudici di pace ci sarebbe una “apertura” ad una trattazione di un numero di procedimenti maggiore…

Svolta, dunque, al Tribunale di Napoli, anche se è impensabile tornare ai numeri precedenti (migliaia di accessi al giorno).