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“Così faremo ripartire l’Italia”: a dirlo è stato poco fa in diretta tv il premier Giuseppe Conte che ha annunciato la fase di “uscita dal lockdown”, con la riapertura dei confini tra le regioni italiane. “Colgo un rinnovato entusiasmo – ha detto Conte – c’è grande attenzione per questa socialità ritrovata: giustissimo, ci meritiamo il sorriso e l’allegria dopo settimane di sacrifici ma è bene ricordare sempre che se siamo tra i primi Paesi dell’Unione europea che può permettersi di riavviare le attività è perché abbiamo accettato tutti insieme di compiere dei sacrifici. Dico solo, facciamo attenzione: le uniche misure efficaci contro il virus sono distanziamento fisico e uso, ove necessario delle mascherine. Abbandonare queste precauzioni è una grave leggerezza”.

“Questa crisi deve essere un’occasione per superare i problemi strutturali e ridisegnare il Paese – ha proseguito Conte annunciando una serie di riforme, da quella digitale a quella fiscale – . Il nostro Fisco è iniquo. Dovremo lavorare meglio per sostenere  le imprese. La somma che l’Europa metterà a disposizione – ha aggiunto il premier Conte – non può essere considerata un tesoretto per il governo in carica ma come una risorsa per l’intero Paese, per un progetto lungimirante condiviso con le migliori forze del Paese. Intendo convocare a Palazzo Chigi entro una settimana parti sociali, associazioni di categorie e singole menti brillanti per raccogliere idee e suggerimenti”. Si parla del MES, Conte risponde: “per quanto riguarda gli strumenti europei chiederemo di partecipare al progetto SURE, sul MES non cambio idea sono testardo. Si tratta di un prestito, molto dipende da utilità e convenienza, dalle condizioni che ci vengono fatte, porteremo tutto in parlamento quando saremo pronti”.

A proposito del Mes, Conte ha detto che “per quanto riguarda gli strumenti europei chiederemo di partecipare al progetto SURE, sul MES non cambio idea sono testardo. Si tratta di un prestito, molto dipende da utilità e convenienza, dalle condizioni che ci vengono fatte, porteremo tutto in parlamento quando saremo pronti”. Sulle infrastrutture, invece, Conte ha precisato che “Roma-Pescara, una distanza del genere non è coperta adeguamente è inaccettabile. Sul ponte sullo stretto non propongo opere immaginifiche, quando avremo i fondi europei valuteremo anche la sua possibile realizzazione”. Sulle opposizioni, poi, Conte ha spiegato che non intende “queste cospicue somme date dall’Europa in Italia come un tesoretto in mano al governo in carica. Questo vale per la maggioranza come per le forze di opposizione. È un piano per la rinascita, un recovery plan da costruire tutti insieme, anche con le opposizioni”.