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Non è un passaporto sanitario del tipo di quello ipotizzato dal governatore della Sardegna. Ma lo aveva anticipato, la Campania di fronte all’apertura indiscriminata a tutti gli italiani, corre ai ripari. De Luca ha elaborato un vero e proprio “piano sanitario” che servirà, almeno in questa prima fase, a precostituire situazioni di sicurezza a tutti i cittadini della regione. Il governatore vuole insomma evitare che eventuali asintomatici possano riaprire in fronte di contagio nuovo, che rimetterebbe tutto in discussione, dopo aver raggiunto da decine di giorni numeri di infezioni molto vicine allo zero.

Per coloro che arriveranno (soprattutto se provenienti da Lombardia, Piemonte e Liguria) in treno, in aereo, o via mare sono previsti controlli a campione con tampone, e tutti saranno sottoposti alla misurazione dello stato febbrile. Per chi avrà più di 37,5 scatteranno i test sierologici immediati.

Non è comunque solo De Luca che sta correndo ai ripari. Solinas, il presidente della Sardegna non demorde. Quest’ultimo non demorde dall’idea di una sorta di passaporto sanitario, malgrado la bocciatura («è incostituzionale») ricevuta dal ministro agli Affari regionali Francesco Boccia. «La proposta di certificazione sanitaria di negatività messa da noi in campo – ha spiegato il governatore – richiede un test, purché sia accreditato dallo Stato, anche sierologico va bene. Basta questo per fare una vacanza in Sardegna, senza alcun bisogno di quarantena». Tanto che si sta ipotizzando sulla creazione di un voucher da spendere nella regione per chi volesse sottoporsi a una verifica con un test.

E anche nel Lazio dal 3 giugno saranno controllate con attenzione la stazione Termini, gli altri scali e gli aeroporti di Roma. Inoltre nel Lazio sarà potenziato il contact tracing e i casi sospetti saranno indirizzati ai drive-in, così come comunicato dall’assessore alla sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato che ha auspicato «il tracciamento a livello nazionale»

Quanto alla Sicilia «i turisti saranno tracciati», ha detto il governatore dell’isola Nello Musumeci. E ha spiegato che dal 5 giugno sarà attiva l’App Sicilia Sicura per chi arriva in Sicilia, che sarà facoltativa e darà la possibilità a chi arriva nell’Isola di «poter essere assistito dal personale medico dell’Unità sanitaria turistica in caso di bisogno» sottolineando inoltre che «non ci saranno limitazioni negli ingressi», ma «soltanto i controlli col termoscanner».