Gli ottavi di Champions, un posto stabile nell’empireo del calcio italiano, elogi sperticati da tutta la stampa che conta. Il successo deve aver giocato un brutto scherzo a Gasperini, il tecnico dell’Atalanta. Inebriato dagli onori della gloria sta commettendo errori e gaffe a ripetizione e questa volta, l’ultima, l’ha fatta davvero grossa. Evidentemente stuzzicato dall’imminente ripresa della ostilità calcistiche ha fatto una rivelazione choc: “mi sono beccato il virus, stavo malissimo già prima del match con il Valencia, sono andato in panchina che non mi reggevo in piedi”, ha commentato il celebrato allenatore. Un azzardo, un autentico e grave peccato di superficialità. Quelli del Valencia, giustamente, l’hanno presa male, visto che dopo la visita dei bergamaschi molti dei loro giocatori sono risultati contagiati. E gli hanno sparato addosso palle di fuoco.

L’Atalanta ha tentato, in verità goffamente, di porvi rimedio, ma non ha convinto nessuno. “Abbiamo rispettato tutti i protocolli”. Ma chi vogliono convincere? Un allenatore che non si sente bene, che si sente di morire, in piena epidemia, perché a Bergamo la situazione era già scoppiata, ha il sacrosanto dovere di starsene e a casa e di non mettere a repentaglio la salute di tutti quelli che incontra sul suo cammino, negli spogliatoi, in panchina, nel pre e nel dopo partita. Insomma un atto gravissimo e sconsiderato.

La verità è che il mondo del pallone, se riavvolgiamo il nastro di questa vicenda, non ha capito, e meglio non ha voluto capire il dramma cui stavamo andando incontro. Questo microcosmo di milionari si è chiuso a riccio, pensava di essere impenetrabile. Ricordate le battaglie di Lotito e De Laurentiis che si opponevano strenuamente prima alle porte chiuse e poi alla sospensione del campionato? Solo beceri egoismi o incapacità di comprendere quello che stava accadendo? Non è semplice fornire una risposta. Che qualcosa non abbia funzionato e che continui a non funzionare lo si ricava anche da questa infelice ultima uscita del Gasperini su di giri. È lo stesso Gasperini che proprio in quei giorni, commentando la desolazione e la gravità che stata attraversando nel suo eremo di Bergamo, commentò: “E meno male che tutto questo sta accadendo in Lombardia, mi chiedo cosa sarebbe successo se fosse accaduto a Roma o a Napoli”. E scatenò un putiferio anche in quel caso. Insomma caro Giampiero, datti una calmata.