Ha vinto l’Inter: la semifinale con il Napoli al San Paolo anticipata al 13 giugno

Fare i capricci ogni tanto paga. E questa volta l’ha spuntata l’Inter, che aveva minacciato di mandare in campo al San Paolo, per la semifinale contro il Napoli la squadra della Primavera se non fosse stata anticipata la partita. E così è stato. La Lega ha accettato la richiesta e avuto il consenso dal governo, vengono anticipate le due semifinali. Juventus-Milan si giocherà il 12 e Napoli-Inter il 13 giugno, alle 20.45 al San Paolo, vuoto. L’Inter aveva motivato la sua presa di posizione sulla base che tour de force che l’avrebbe attesa per dieci giorni: semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Napoli, eventuale finale, recupero di campionato con la Sampdoria e prima giornata del campionato di calcio contro il Sassuolo. Tutto vero, ma impostato sulla presunzione di dover giocare la finale di Coppa, cosa del tutto improbabile considerando che i nerazzurri hanno perso a San Siro il match di andata, sconfitti dal Napoli con il celebrato gol di Fabian Ruiz, una delle pochissime cose buone fatte vedere quest’anno dallo spagnolo.

 Intanto si sta definendo nei particolari l’organizzazione del calendario. Si scenderà in campo anche di lunedì e di venerdì, secondo il progetto della Lega. Verranno accontentate le televisioni, alle quali saranno garantite almeno tre partite in prima serata per ogni giornata di campionato e, utilizzando più finestre, si eviteranno gare in contemporanea.  C’è poi da risolvere il nodo orari: nei giorni in cui ci sarà in programma una sola partita, il fischio d’inizio sarà alle 20.45 o alle 21. Per gli altri, invece, ci potranno essere più finestre, a seconda del numero di gare previste.

Durante la settimana, saranno al massimo due, con slot da scegliere tra le 19 e le 21, o le 19.15 e le 21.15, oppure ancora le 19.30 e le 21.30. Il sabato e la domenica, invece, le finestre diventeranno tre. E, al momento, si tratta delle 17.15, delle 19.30 e delle 21.45. Ma l’Aic continua a contestare lo slot pomeridiano. Inoltre, i club di A continuano a scartare l’ipotesi di ricorrere a playoff e playout: l’alternativa, in caso di nuovo stop, resta la cristallizzazione della classifica.

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