Spostamenti tra regioni, si va verso un rinvio al 10 giugno

La questione non è semplice e tutti attendono le decisioni del governo. Che dovrebbero arrivare in questo fine settimana, ma che probabilmente arriveranno solo all’ultimo momento, creando tutta una serie di comprensibili difficoltà. Stiamo parlando della riapertura alla circolazione tra regioni, fissata al 3 giugno, ma oggi in bilico consideranti i numeri sconfortanti che ancora arrivano da Lombardia, Piemonte ora anche dalla Liguria.

Si tratta, come è facile capire, di un passaggio decisivo per le sorti del turismo: solo con la circolazione tra regioni albergatori e ristoratori possono sperare di rimediare ad una stagione che comunque si chiuderà per loro con un pesante passivo.

Allo stato le possibilità sono solo due, visto che dopo le proteste di Lombardia e Piemonte il governo sembra aver scartato l’ipotesi di riaperture scaglionate: spostamenti liberi tra le regioni dal 3 giugno oppure rinvio di una settimana dell’entrata in vigore del decreto per tutti. Il governo le sottoporrà ai governatori nella conferenza convocata per domani.

Dopo le proteste e le polemiche sulla possibilità che lo slittamento di sette giorni riguardi solo Lombardia e Piemonte, si cerca una mediazione con le Regioni del Sud che minacciano di far entrare sul proprio territorio solo chi si presenterà con il test sierologico effettuato nei tre giorni precedenti.

Ma l’imposizione di un “passaporto sanitario” è stata già fermamente condannata dal ministro Boccia ed oggettivamente sembra una boutade, come hanno spiegato benissimo tutti gli scienziati, perché non serve assolutamente a nulla.

È chiaro a questo punto che, considerata la difficoltà oggettiva di trovare una soluzione che vada bene a tutti e che contemperi anche l’esigenza di salvaguardare la salute pubblica, se il governo non troverà l’appoggio unanime di tutte le regioni, cosa difficile, guadagnerà tempo e rinvierà tutto al 10 giugno. Sperando che nel frattempo le scellerate movide non facciano schizzare in alto il numero dei contagiati. Sarebbe un disastro.